Palazzo Novecento chiuso, regnano rifiuti e degrado

8 Gennaio 2019

Lanciano. Il Comune ferma il trasferimento di alcuni uffici nell’edificio di via De Titta Il costruttore chiede 2,8 milioni di danni. Il sindaco Pupillo: fiduciosi sul nuovo ricorso

LANCIANO. «Attendiamo fiduciosi che la magistratura si pronunci su questo nuovo ricorso. Finora le sentenze hanno dato ragione all’operato del Comune». Si mostra sereno il sindaco Mario Pupillo di fronte alla maxi richiesta di risarcimento, 2 milioni 800mila euro, da parte della Dnd Immobiliare srl, l’impresa costruttrice di Palazzo Novecento. L’elegante palazzina di via Cesare De Titta, in pieno centro, che un tempo dava un tetto a dieci famiglie, è ormai acquisita al patrimonio comunale, anche se le interminabili vicende giudiziarie intorno alla sua costruzione - iniziate ben 19 anni fa - non ne permettono il pieno utilizzo.
Dopo aver schivato l’ennesimo ricorso del privato confinante (nei mesi scorsi il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di revoca, presentata dall’avvocato Pietro Salvatore, della sentenza che salvava l’immobile dalla demolizione), un’altra tegola è caduta sull’amministrazione comunale. La Dnd, l’impresa che iniziò a costruire lo stabile nel 1998 dopo aver ottenuto la concessione edilizia dal Comune, ha citato l’ente per danni. La causa sarà discussa il prossimo 29 marzo. «Siamo fiduciosi perché in passato siamo usciti bene da tutti i gradi di giudizio», afferma il sindaco Pupillo, che negli anni 1996-97 era consigliere comunale e votò contro il piano di recupero del patrimonio edilizio esistente in via De Titta che prevedeva la palazzina, «non è il solo contenzioso che il Comune deve affrontare. C’è, ad esempio, quello per il mercato coperto di via Garibaldi, struttura che vogliamo recuperare per dare uno spazio dignitoso alle produzioni a chilometro zero del territorio e per l’accoglienza dei turisti».
Tornando a Palazzo Novecento, nei piani dell’amministrazione Pupillo l’immobile dovrebbe ospitare gli assessorati alle politiche sociali e ambientali, il segretariato sociale, gli uffici patrimonio, mobilità e traffico, l’assessorato all’istruzione e l’archivio del V settore, per un totale di 45 addetti. Il piano terra sarà invece destinato al pubblico per attività di front-office. Al momento, però, c’è spazio solo per incuria e rifiuti. «Aver acquisito il palazzo al patrimonio pubblico è una scelta utile per la città», sostiene Pupillo, «il Comune ha bisogno di spazi per uffici e così può risparmiare i soldi che si spendono per l’affitto in altre strutture (85mila euro l’anno, ndc). C’è già un progetto da 200mila euro per mettere in sicurezza e a norma Palazzo Novecento e per installare le linee informatiche. Ma fino a quando la vicenda giudiziaria non sarà chiusa definitivamente», conclude il sindaco, «resta un bene inutilizzato».
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