Palazzo sgomberato, rientrano tre famiglie

Lanciano. Sono del piano terra e primo piano. Proposte le case Ater alle altre tre ancora in albergo
LANCIANO.. Restano ancora fuori dal palazzo De Giorgio di via Garibaldi tre delle sei famiglie sgomberate lo scorso 15 febbraio per pericolo crollo a causa del cedimento di due travi del tetto. Se infatti ieri tre famiglie, quelle che abitano al piano terra e al primo piano dell’edificio sono, rientrate negli appartamenti, non senza timore, le altre tre che vivono negli alloggi parcheggio sotto il tetto sono rimaste fuori. E rischiavano anche di restare senza alcun tetto sotto il quale vivere visto che oggi scade la convezione con gli hotel dove sono ricoverati da un mese; ma il Comune ha prorogato la convenzione per un’altra settimana. Che è il tempo utile agli inquilini per riflettere sulla proposta fatta dall’amministrazione: spostarsi in tre alloggi dati dall’Ater a Santa Rita. «Un trasloco temporaneo fino al 31 dicembre», spiega il sindaco Mario Pupillo al termine di un lungo incontro in Comune con l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, i rappresentanti del sindacato Asia/Usb e gli inquilini del palazzo«che è il tempo necessario per rifare la parte di tetto danneggiato. Se i lavori poi dovessero finire prima, potrebbero rientrare in anticipo nelle case parcheggio lasciando quelle Ater. Inoltre daremo un contributo di 800 euro per il trasloco e l’allaccio di luce e gas e lasceremo il canone di affitto invariato visto che il Comune si accollerà parte della spesa».
La proposta non ha incontrato i favori degli inquilini che si sarebbero trovati a dover traslocare in un giorno, per questo hanno ottenuto la proroga di una settimana. «Le famiglie», spiega Marco Iasci, delegato Asia Usb, «che sono disagiate e senza reddito, vogliono avere maggiori garanzie su dove andranno, su tempi e costi. Abbiamo visto due dei tre alloggi Ater messi a disposizione e hanno bisogno di lavori urgenti: ci sono muri rotti, caldaie vecchie, bagni quasi inagibili. Sono lavori che l’Ater può fare in una settimana? Inoltre una casa è murata quindi non l’abbiamo potuta vedere. Lunedì ci sarà un nuovo incontro in Comune e chiederemo garanzie». Chieste anche per gli inquilini dei primi due piani visto che è stata ritirata l’ordinanza di sgombero con la messa in sicurezza del tetto, puntellato, con tegole rimosse e sistemazione di un telo impermeabile per 15.191 euro. «Sono rientrati negli alloggi ma con timore», chiude Iasci, «sia per il tetto, sia per le carenze negli alloggi».
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

