Pallotte cace e ove, ora la ricetta è ufficiale

Domani l’Accademia della cucina fissa in un disciplinare ingredienti e procedimento di preparazione
CHIETI. Un disciplinare ufficiale per le “pallotte cace e ove”, un verbale finalizzato al deposito ed alla registrazione della ricetta tipica. Questa il traguardo che si raggiungerà domani, con la firma, alle ore 18, nella sala delle feste della prefettura di Chieti, alla presenza del prefetto, Armando Forgione, e del vicepresidente vicario dell’Accademia Italiana della Cucina, Mimmo D’Alessio. La codifica, che indicherà gli ingredienti e il procedimento preciso per ottenere il “vero” piatto tradizionale delle “pallotte cace e ove”, è il frutto del lavoro della delegazione teatina, guidata da Nicola D’Auria, che è anche il coordinatore territoriale dell’Abruzzo, e dell’impegno di Gabriella Orlando, consultore della delegazione di Chieti. Il notaio Federica Verna darà lettura dell’atto notarile, che sarà sottoscritto dagli accademici teatini, poi ci sarà una dimostrazione in diretta della realizzazione delle pallotte cace e ove, da parte di Lorenzo e Giuseppe Medaglia di Rapino. Saranno poi conferiti i premi accademici per il 2022 ad alcune eccellenze del territorio. Il premio “Dino Villani”, per la lavorazione artigianale di un prodotto alimentare di rilevante e specifica qualità organolettica, con ingredienti nazionali tracciabili, di prima qualità e con una ben identificata tipicità locale, è stato assegnato al salsicciotto casolano della macelleria Travaglini Assunta di Casoli. Il premio “Massimo Alberini”, per gli esercizi commerciali o attività artigianali che da tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio, del codice etico e delle norme vigenti, è andato a “Storico Gastronomia Andreina” di Chieti, nella persona del legale rappresentante Lorenzo Carosella. Il “Diploma di Buona Cucina”, riservato ai ristoranti e alle trattorie di cucina italiana, anche all’estero, che operano nel rispetto della tradizione e della qualità, è stato assegnato al ristorante “Caldora Punta Vallevò” di Rocca San Giovanni, di titolari Luca e Marco Caldora.
«Questo atto importantissimo», spiega D'Auria, «rende ragione dell’impegno primario dell’Accademia Italiana della Cucina che è quello di tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuove e favorisce il miglioramento. L’Accademia opera affinché siano promosse iniziative idonee a diffondere una migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana, che costituiscono la base per ogni concreta innovazione: per questo una delle attività principali è il recupero delle ricette tradizionali dei principali piatti che segnano la storia della nostra gastronomia, fissandone la giusta esecuzione, per evitare contaminazioni e distorsioni. Per noi abruzzesi, poi, le “pallotte cace e ove” sono un simbolo che racconta tutto il nostro spirito di popolo pronto ad utilizzare gli ingredienti della povertà per sublimarli in una preparazione che va oltre ogni immaginazione».

