Palombaro, in arrivo trenta profughi

9 Agosto 2015

Allarme nel paese da 1.200 abitanti, gli stranieri saranno ospitati nell’hotel Vittoria. I timori del sindaco Di Martino

PALOMBARO. Dopo Castiglione Messer Marino, Palmoli, Carunchio e Torino di Sangro arriveranno anche a Palombaro i profughi africani. La notizia ancora non si è diffusa in paese ma ha destato preoccupazione nel sindaco Consuelo Di Martino che si troverà a gestire un’emergenza alla quale il paese e l’amministrazione comunale non sono pronti. I profughi che dovrebbero arrivare nel piccolo centro a ridosso della Maiella, che conta 1.200 residenti, sono una trentina. Sesso, condizione sanitaria e sociale, stato di provenienze, non sono forniti. Il sindaco Di Martino venerdì pomeriggio ha sentito squillare il suo cellulare, dall’altra parte era il neo prefetto di Chieti, Antonio Corona, che comunicava la decisione della prefettura di trasferire a Palombaro da venticinque a trenta profughi che saranno ospitati nell’hotel Vittoria la cui proprietà ha messo a disposizione l’immobile «Sulla cui volontà il comune non può interferire» precisa il sindaco che aggiunge: «Ho cercato di spiegare al prefetto che non siamo pronti per questa emergenza, ma non c'è stato nulla da fare». Venerdì sera e sabato in comune ci sono state diverse riunioni, con i carabinieri e il personale del comune. «Abbiamo fatto leva sul fatto che l’hotel Vittoria non è una struttura idonea per ospitare dall’oggi al domani trenta profughi perché non è abitabile, non ci sono le utenze e presenterebbe problemi di staticità. Abbiamo comunicato tutto ciò alla prefettura e l’unica cosa che siamo riusciti ad ottenere è un loro sopralluogo all’inizio della settima che entra». La struttura che dovrebbe ospitare i profughi è al centro del paese, in prossimità delle scuole, del comune, ufficio postale. A Palombaro ci sono quattro carabinieri che devono occuparsi anche di Fara San Martino, non ci sono vigili urbani. «Sia ben chiaro» precisa il sindaco che a noi dispiace per queste persone che abbandonano i loro Paesi per trovare una speranza di futuro da noi, però riteniamo che la nostra comunità, così come altri centri, non è in grado di gestire una tale emergenza che è sanitaria, di ordine pubblico e strutturale. Non vogliamo fare allarmismo, però diciamo che chi prende le decisioni lo deve fare in modo ponderato, magari coinvolgendo nelle scelte le piccole comunità che dall’oggi al domani si trovano a gestire queste emergenze». Gli arrivi, così come avvenuto in altri centri, non saranno identificati e non avranno uno screening sanitario. «Siamo in contatto con il maresciallo di Palombaro, Renato Partenza e con il capitano di Lanciano, Massimo Capobianco, sempre disponibile alle esigenze dei piccoli comuni. Speriamo che il sopralluogo di lunedì possa far rendere conto alla prefettura che non siamo in grado di gestire quest'emergenza».