Palpeggiò la studentessa, indagini chiuse

12 Settembre 2017

Si aggrava la posizione del 24enne accusato di violenza sessuale: spuntano altri elementi a suo carico

CHIETI. Si aggrava la posizione dello studente universitario di 24 anni, R.O. le sue iniziali, accusato di violenza sessuale nei riguardi una collega studentessa universitaria. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiuso le indagini e sembra che non si sia limitato all’ipotesi accusatoria così come era stata pensata all’inizio. Precisiamo che la violenza sessuale in senso stretto non è mai stata consumata, ma sarebbero emersi nuovi elementi a carico del ragazzo.
La vicenda risale alla primavera scorsa. Secondo il racconto di lei, studentessa che non vive in città perché studia alla d’Annunzio Chimica farmaceutica, sarebbe stata infastidita per mesi dal collega, sin da quando si sono conosciuti all’università a febbraio scorso. Lui, studente modello, di origine straniera ma nato e cresciuto a Chieti, l’avrebbe corteggiata con modalità fin da subito molto dirette. Ma lei non gli avrebbe mai dato retta. Fino a che, nonostante i continui rifiuti di lei, lui avrebbe provato a baciarla per forza, l’avrebbe gettata a terra sul prato dell’università d’Annunzio e l’avrebbe palpeggiata ripetutamente, serrandole le braccia con forza, sino a causarle lividi sui polsi. Lei però sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire. Andando dritta dai carabinieri.
Scattata la denuncia, il ragazzo è stato arrestato e ora si trova ai domiciliari. Il suo avvocato, Stefano Azzariti, ha fatto richiesta al giudice per far avere al suo assistito un’autorizzazione per continuare gli studi universitari. Il fascicolo era in mano al gip Antonella Redaelli, che aveva autorizzato il giovane a poter continuare gli studi. Con la morte del giudice, però, l’avvocato ha dovuto ripresentare tutte le richieste in tribunale e il test del 5 settembre è già saltato. Il ragazzo studia all’università con ottimi risultati, tanto è vero che è riuscito ad ottenere anche una borsa di studio.
L’avvocato Azzariti, intanto, ha già depositato una corposa memoria difensiva di 20 pagine e si appresta a depositare anche i risultati di una consulenza informatica a sostegno delle conclusioni della memoria difensiva. Secondo la difesa, infatti, le cose non sono assolutamente andate come ha raccontato la studentessa universitaria. Il giorno della violenza sul prato del campus dell’ateneo, il ragazzo riferisce di aver sì incontrato la studentessa universitaria, ma che è scoppiata solo una lite e non ci sono stati tentativi di violenza. Quanto al corteggiamento di lui nei confronti di lei, il ragazzo ha tentato di dimostrare che anche lei aveva mostrato interesse per lui. I nuovi elementi a suo carico, però, ora complicano di molto la sua posizione. (a.i.)