Paolini: ora un piano per la Fiera, serve un presidente per il rilancio

7 Aprile 2022

Conto alla rovescia per la nomina, ma il sindaco frena le ambizioni politiche: «Contano i programmi» In 21 restano in corsa per la guida dell’ente: tra i papabili avvocati, imprenditori ed ex consiglieri

LANCIANO. «Sulla fiera di Lanciano quello che conta sono i programmi, non le bandierine politiche». Il sindaco Filippo Paolini non ha ancora sciolto le riserve su chi sarà il prossimo presidente di Lancianofiera, ma è certo di una cosa: non si farà tirare la giacchetta dai partiti. La nomina sarà fatta appena dopo l’approvazione del bilancio dell’ente, passate quindi le festività pasquali e sulla personalità che dovrà ricoprire l’ambito ruolo – da sempre la Fiera di Lanciano è una vetrina politica di primo piano – c’è ancora riserbo. Ma Paolini è sicuro che chi dovrà sedere al posto dell’avvocato Franco Ferrante, in carica dal 2011, dovrà avere sicuramente più di una freccia al proprio arco per rilanciare definitivamente l’ente. «La fiera per come la conosciamo noi da oltre mezzo secolo rischia di scomparire», rimarca il primo cittadino, «tra i soci non ci sono più la Camera di commercio e la Provincia; la Regione appare abbastanza defilata. Resta solo Bper, con i problemi di fusione a cui stiamo assistendo. La prima domanda che mi pongo, prima ancora di quella su chi sarà presidente è questa: che ne sarà della Fiera di Lanciano? Le manifestazioni fieristiche in tutta Italia stanno scontando un periodo di grave crisi», prosegue Paolini, da sempre attaccatissimo all’ente di cui è stato anche amministratore, «e il Covid ha fatto il resto. Oggi non si può più impostare un polo fieristico regionale su una sola manifestazione di grande affluenza come la Fiera dell’Agricoltura. Inoltre la struttura non gode di buona salute: piove all’interno dei padiglioni 1 e 2 e nel terzo sono in corso dei lavori. L’ente conta solo due dipendenti storici e altri due presi da una cooperativa. Non si può gestire quello che dovrebbe essere un volano dell’economia regionale con questi presupposti. Quindi chi sarà presidente dovrà dirmi innanzitutto quale sarà la mission per questa fiera, progetti alla mano, così come stiamo facendo per la Scuola civica di musica, rivoluzionata in appena una settimana».
Gli aspiranti al ruolo tra cui dovrà effettuare una scelta Paolini sono tanti, ben 21, tra cui si contano personalità storiche e appena affacciate in politica e soprattutto i rappresentanti dei due maggiori partiti in Comune, Lega e Fratelli d’Italia. Per il Carroccio si contano Rocco Finardi, imprenditore, Rocky Mariano e Luca De Ritis, avvocati, l’imprenditore Donato Di Campli, simpatizzante del partito di Salvini e dato per papabile; i candidati alle recenti amministrative Carmen Tavani e William Di Rocco e i sostenitori Fiore Pantaleo e Nicola Paglione. Per FdI ci sono invece la segretaria cittadina Ombretta Mercurio, l’avvocato Marco Di Domenico, l’ingegnere Antonello Di Campli Finore, l’ex presidente del consiglio comunale e presidente di Lancianofiera, Donato Di Fonzo e Rino Ciccarese storico membro delle amministrazioni Paolini.