Paolucci: Punto nascite a rischio chiusura

29 Maggio 2022

Ospedale. Il consigliere regionale Pd porta il caso all’Emiciclo: dove sono i lavori annunciati nel 2020?

LANCIANO. «Nessuna traccia dei lavori annunciati dall’ottobre 2020; personale allo stremo e parti crollati sotto 500: il Punto nascita e l’intero reparto di Ostetricia-ginecologia è a rischio e questo perché in 38 mesi di governo, il centrodestra nulla ha fatto per l’unità; bisogna invertire la rotta». È il consigliere regionale Silvio Paolucci (Pd) a chiedere alla Regione di attivarsi per salvare il reparto di Ostetricia ginecologia e il Punto nascita dell’ospedale Renzetti lasciato nell’abbandono, e lo fa con una interpellanza al presidente Marco Marsilio e all’assessore alla salute Nicoletta Verì.
Nel documento Paolucci chiede quali sono i «motivi del ritardo dell’avvio dei lavori nel reparto annunciati a mezzo stampa 20 mesi fa» e di fare il punto sulle assunzioni di ginecologi, ostetriche e pediatri, chiedendo quanti sono effettivamente in servizio a Lanciano. La situazione è delicatissima, si rischia la chiusura del Punto nascita con le partorienti che da Lanciano andranno a Chieti o a Vasto. «Nell’ultimo verbale del tavolo di monitoraggio, riferito alla riunione del 13 dicembre 2021, si fa espressa menzione delle criticità del Punto nascite di Lanciano», spiega Paolucci, «che nel 2019 ha registrato 501 parti ed è sceso sotto la soglia minima dei 500 parti negli anni 2020 (441) e 2021 (452). Il problema è che la proiezione per il 2022 è ancora peggiore visto che si è a 130 parti e se ne prevedono sui 350. Un tracollo e non solo per il calo demografico che c’è in tutta la nazione, ma perché non si investe sull’unità: confort alberghiero antiquato, parto in acqua, ad esempio, inesistente, personale allo stremo: perché partorire a Lanciano?».
Ma già sul comfort alberghiero si potrebbe e si doveva intervenire. «I lavori per il rifacimento dell’unità - stanze di degenza, ambulatori, sala parto, pavimentazione, che è in vinil-amianto, e strumenti - da 3,6 milioni di euro erano stati annunciati dalla Regione con nota stampa nell’ottobre 2020», fa notare Paolucci, «che fine hanno fatto?». Domanda che sorge spontanea visto che anche il manager Asl, Thomas Schael, ne ha annunciato l’avvio più volte. Niente lavori, niente parto in acqua o indolore e il personale? «Il 3 giugno si chiudono le domande per il concorso da primario», precisa Paolucci, «ma sul personale chiedo chiarezza alla Regione. Sempre dal verbale emergono dubbi sulle assunzioni. La Regione ha comunicato l’assunzione di 11 ginecologi, 32 ostetriche e 10 pediatri a tempo indeterminato per gli ospedali di Lanciano e Vasto, ma viste le difficoltà e le carenze di personale, quanti sono effettivamente in servizio nei due presidi?».
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