Fossacesia

Papà in coma per un pugno, la moglie ascoltata tra i testimoni. «Sotto choc» l’aggressore 18enne

Diomede Barchiesi

12 Agosto 2026

L’uomo lotta tra la vita e la morte. Intanto parlano gli avvocati del ragazzo indagato: «Prova un profondo stato di dolore per quanto accaduto»

FOSSACESIA. È addolorato e sotto shock il diciottenne che ha sferrato il pugno e ridotto in fin di vita Diomede Barchiesi, 50 anni, dipendente Stellantis e grande sportivo. M.M. e i suoi familiari, che vivono a Fossacesia, affidano i loro pensieri agli avvocati Rosario Di Giacomo del foro di Vasto e Alessandro Zaottini del foro di Roma. «C’è un profondo stato di costernazione per ciò che è accaduto da parte del ragazzo, che abbiamo incontrato questa mattina (ieri per chi legge, ndc), e della sua famiglia. Al momento, l’unico pensiero è rivolto alla persona sottoposta alle cure dei sanitari». Sposato e padre di tre figli, Diomede Barchiesi da tre giorni lotta fra la vita e la morte.

Il giovane aggressore è stato denunciato d’ufficio e risulta indagato per lesioni personali aggravate. Il diciottenne, che si è diplomato quest’anno e finora non ha mai avuto trascorsi con la giustizia, vive in paese con la madre e il fratello. Sotto accusa è finita la disciplina sportiva che pratica, uno sport da combattimento che combina arti marziali e colpi da pugilato. Il pugno assestato alla mandibola del papà cinquantenne ha avuto conseguenze devastanti e provocato lesioni cerebrali importanti, che tengono la sua vita appesa a una flebile speranza di sopravvivenza. «Attendiamo che gli inquirenti acquisiscano maggiori elementi per la ricostruzione puntuale della vicenda», dicono ancora gli avvocati Di Giacomo e Zaottini, lasciando intendere che, secondo loro, la dinamica sia ancora tutta da accertare, «lasciamo lavorare gli inquirenti in queste ore che sono fondamentali».

I carabinieri della stazione di Fossacesia e i colleghi di Ortona, coordinati dalla procura di Lanciano (titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Elena Belvederesi), stanno lavorando alacremente per ricostruire cosa sia accaduto la notte del 9 agosto, intorno alle 4.15, sul lungomare di Fossacesia, precisamente nel parcheggio antistante un noto locale della movida. Secondo una prima ricostruzione Diomede Barchiesi, che dormiva insieme alla moglie in un camper poco distante, è accorso sul posto sentendo le urla della figlia minorenne. Prima del suo arrivo, tra i giovani presenti, sia maggiorenni che minorenni, si era già consumata un’accesa discussione tra spintoni e strattonamenti, minacce e parole grosse. Barchiesi avrebbe dato uno schiaffo al diciottenne M.M., con il quale i figli del cinquantenne stavano avendo una lite, e questi di risposta lo ha colpito con un violento pugno alla mandibola.

Un colpo che ha mandato a terra il papà 50enne, facendogli sbattere con violenza il capo sull’asfalto. Da tre giorni è ricoverato in coma, circondato dall'affetto dei suoi cari che, fuori dalla porta del reparto di rianimazione dell'ospedale di Pescara, pregano e sperano in un miracolo. Gli accertamenti dei militari, diretti dal maggiore Alfonso Venturi, proseguono anche attraverso le testimonianze delle persone presenti al momento del fatto e le immagini della videosorveglianza. Tra i primi ad essere sentiti, ieri mattina, anche la moglie dell’aggredito, Anna Maria Di Caro. Per difendere il ragazzo di 16 anni e la ragazza di 15, il papà cinquantenne si era precipitato nel parcheggio. Ad essi si aggiungono gli altri quattro o cinque giovani coinvolti nell’alterco degenerato poi nell’aggressione. Malgrado fossero le 4 di mattina, sul lungomare di Fossacesia c’erano ancora moltissime persone in giro, tra le quali vanno individuate quelle che potrebbero dare un contributo effettivo alle indagini.

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