Papà difende l’associazione di Luca

6 Gennaio 2017

Il figlio di Romano morì tragicamente. Qualcuno sfrutta il nome del sodalizio

CHIETI. L’associazione di promozione sociale “Luca Romano” non va confusa con la fondazione “Luca Romano”. Entrambe sono state create da Antonio Romano, ma l’aps è tuttora in attività, mentre la fondazione è stata sciolta, sebbene pare che ci sia qualcuno che continui ad appropriarsi illegittimamente di questo nome. È quanto sostiene lo stesso Antonio Romano che invia una lettera al presidente Tribunale, al prefetto, al sindaco, agli assessori comunali, al presidente della Provincia, a quello della Regione e agli assessori regionali per chiarire le vicende di questi due organismi che portano il nome di suo figlio, scomparso in un tragico incidente stradale. L’aps “Luca Romano” è stata costituita nel 2014 «con il preciso obiettivo di ricordare ed onorare la memoria di Luca, attraverso attività ed opere di promozione sociale ed in particolare di promozione e diffusione del Codice etico di comportamento sia di singole persone, che di imprese ed istituzioni», dice il suo presidente. Precedentemente e con lo stesso obiettivo nel 2007 era nata la fondazione la cui gestione operativa era stata poi affidata a terze persone, mentre il fondatore aveva conservato per sé solo la carica onorifica di "Presidente onorario". «Queste terze persone si dimostrarono inadatte allo scopo», scrive Romano, «conducendo la fondazione verso strade del tutto incompatibili con il fine costitutivo e conducendo la fondazione alla sua estinzione per impossibilità di perseguire lo scopo sociale».

A seguito di un provvedimento prefettizio la fondazione è stata dichiarata cessata. «E la fondazione estinta», conclude Romano, «non deve e non può continuare a esercitare alcun tipo di intervento utilizzando impropriamente il nome di Luca, confondendosi con l’associazione di promozione sociale». (a.i.)