Parcheggi tribunale, la Procura taglia i posti

Per ragioni di sicurezza solo 10 accessi consentiti a fronte di cento posti, protestano gli avvocati
LANCIANO . Avvocati sul piede di guerra. Ad agitare le acque nel tribunale di Lanciano è un problema legato agli accessi per questioni di sicurezza. La Procura, in una nota all’ordine degli avvocati, ha comunicato che dal 15 maggio, è consentito l’accesso al parcheggio solo a 10 legali (dalle 8,45 alle 17,30) a fronte di un ordine che conta 400 iscritti oltre la metà dei quali non di Lanciano. E con un parcheggio che ha circa 100 posti, che non vengono sempre tutti occupati. La limitazione dei 10 accessi ha scatenato le proteste degli avvocati guidati dal presidente dell’ordine Silvana Vassalli che hanno sollevato una questione di dignità professionale, esigenze lavorative da parte di persone che collaborano da sempre con il tribunale. «Abbiamo già chiesto alla Procura di rivedere il provvedimento», dice Vassalli, «abbiamo anche parlato con il presidente del tribunale Riccardo Audino che condivide il nostro dispiacere, ma la competenza della sicurezza è della Procura. La limitazione oltre a creare un problema anche tra avvocati, di orari e litigiosità all’ingresso, crea un problema di dignità professionale. Siamo stati definiti “gruppo avvocati”, ma non siamo un “gruppo vacanze”. Siamo un ordine professionale che lavora nel presidio e che contribuisce alla manutenzione del palazzo, che tollera disservizi derivanti dall’apertura degli sportelli unici, che ha compreso le difficoltà legate all’assenza di magistrati e personale pur subendo disservizi. Siamo un ordine che ha sempre collaborato per rendere il servizio di giustizia efficiente. Quindi se chiediamo di poter accedere al parcheggio (visto che i posti esterni sono sempre occupati, ndc), non riteniamo di avanzare richieste pretestuose».
Per ora il procuratore capo Mirvana Di Serio, che nella sua comunicazione ha spiegato che orari e numero accessi non sono definitivi, è rimasta nella sua posizione: 10 accessi. Gli avvocati così hanno convocato un’assemblea lunedì per decidere il da farsi, ad esempio se revocare tutti i protocolli in essere con il tribunale e la Procura, per vedere riconosciuta la propria dignità professionale. Il nuovo servizio di controllo informatizzato degli accessi non prevede solo un blocco all’ingresso del parcheggio, ma anche alle porte di accesso sotterranee al palazzo e a quella della Procura e della polizia giudiziaria. (t.d.r.)

