Parchi gioco chiusi, bambini senza svago «Così soffrono di più»

Ancora cancelli con i lucchetti all’ingresso delle strutture I genitori: «Altri Comuni hanno riaperto già il 7 giugno»
VASTO. Nel dopo-lockdown, il ritorno alla normalità per i bambini è ancora lontano. Scivoli e altalene restano inaccessibili nonostante alcune aree verdi siano state riaperte. Succede a Vasto, dove i cancelli chiusi e i cartelli ribadiscono il divieto di utilizzo dei giochi posti nei parchi comunali. In città centinaia di genitori esasperati protestano e invocano maggiore attenzione e sensibilità per le esigenze dei piccoli già traumatizzati dal lungo domicilio obbligatorio lontano dai coetanei. I consiglieri del centrodestra e il comitato civico l’Arcobaleno si schierano dalla parte delle mamme e dei papà.
Adulti e adolescenti sono tornati a frequentare le aree che erano state chiuse dopo lo scoppio della pandemia. Per i più piccoli invece non ci sono spazi. Niente scuole né asili. Non ci sono luoghi pubblici di aggregazione. Le corse all’aria aperta sui marciapiedi della riviera vanno divise con i ciclisti. Altalene e scivoli per il momento possono essere solo guardati.
Pare che il divieto proseguirà fino a quando non sarà trovato un modo per garantire una adeguata pulizia e sanificazione quotidiana.
La città di ribella. «Come consigliere comunale», dice Vincenzo Suriani (FdI), «ho sollevato da diversi giorni il problema. Ne ho discusso con l’assessore Gabriele Barisano. Mi aveva garantito un’azione di riapertura delle aree gioco in una settimana, ma la settimana è abbondantemente passata. Il decreto governativo dell’11 giugno scorso prevede esplicitamente la possibilità di riaprire le aree per bambini, garantendo distanze e igiene dei giochi. Come al solito», si rammarica Suriani, «il Comune è l’ente del ritardo permanente, e anche questa volta si è fatto trovare impreparato. Basti pensare che alcuni comuni vicini, con meno assessori e meno uffici rispetto al nostro, hanno riaperto le aree gioco per bambini già il 7 di giugno».
«Purtroppo», rincarano i genitori Jessica Vallone, Massimo Marchesani e Michela Vinciguerra, «c’è ben poco interesse per il benessere dei nostri bambini e anche, durante questa fase 3 del coronavirus, i ragazzini continuano a essere penalizzati rispetto ai loro coetane di altre località. Chiediamo al sindaco Francesco Menna di non perdere più tempo. Il Comune riapra rapidamente e in sicurezza i giochi, seguendo le misure previste dalla legge».
Protestano anche i comitati civici. «Si può sapere per quale motivo», chiede Angela Pennetta, del comitato L’Arcobaleno, «il Comune di Vasto non riesce a trovare un modo per garantire la sanificazione dei parchi? Perché i nostri bambini devono essere privati delle attività ludiche e degli svaghi? Oltretutto la chiusura dei giochi danneggi anche le attività commerciali vicine ai parchi».
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