Parco della costa Copagri: chiarezza su cosa si vuole fare

4 Marzo 2015

VASTO. «Copagri vuole che il Parco della costa teatina diventi un’opportunità di sviluppo sociale ed economico dell’intero territorio dove il comparto agricolo deve essere volano di una ripresa...

VASTO. «Copagri vuole che il Parco della costa teatina diventi un’opportunità di sviluppo sociale ed economico dell’intero territorio dove il comparto agricolo deve essere volano di una ripresa occupazionale che valorizzi le produzioni tipiche come l’olio extra vergine di oliva e il vino». Lo sostiene la Confederazione dei produttori agricoltori in una nota. «Copagri denuncia il troppo lungo tempo intercorso tra l’anno in cui fu promulgata la norma che individua nella nostra area costiera la possibilità di costituzione del Parco (2001) e quello corrente in cui, nominato il commissario ministeriale ad acta nella persona di Pino De Dominicis, va definita e proposta la perimetrazione. Copagri», prosegue la nota «evidenzia come, ancora oggi, non sia stato reso possibile un partecipato dibattito divulgativo sul merito delle positività e/o negatività la realizzazione del Parco possa portare e produrre al territorio acclarato il fatto che, anche mediaticamente si è sempre dato voce agli opposti estremismi dei favorevoli e/o contrari a prescindere. Copagri lamenta come, azioni infrastrutturali insite ed importanti per l’avvio del Parco come la costruzione della pista ciclopedonabile sull’ex tracciato ferroviario della linea Adriatica, siano ancora solo a livello di annuncio mediatico nonostante le reiterate rassicurazioni delle istituzioni a più livelli sulla piena e immediata disponibilità delle risorse finanziarie».

La Confederazione «ritiene che il percorso della definizione della perimetrazione debba procedere di pari passo con la formalizzazione e statuizione delle regole relative alla gestione, al tipo di agricoltura che si può praticare nel Parco la cui tradizione nelle pratiche colturali, pur a basso impatto, non deve discostarsi da quello inerente la cosiddetta “agricoltura integrata” già obbligata dalla normative, lasciando alla libera e consapevole iniziativa imprenditoriale del singolo agricoltore il ricorso a quella più selettiva e stringente del metodo “biologico”».

Copagri organizzerà una pubblica iniziativa entro marzo alla presenza del commissario ad acta, del presidente della Regione, dei sindaci del territorio e dei vari portatori d’interesse dove presenterà la propria linea di pensiero sulla vicenda.

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