Parco Diocleziano all’abbandono servono 330mila euro per i lavori

2 Aprile 2022

Il sindaco Paolini: «La devastazione attuale è frutto di dieci anni d’incuria dell’ex amministrazione» Cancelli distrutti, sentieri invasi dalle erbacce e rifiuti: «Bisogna bloccare l’accesso a vandali e tossici»

LANCIANO. Servono almeno 30mila euro per pulire le erbacce e sistemare i sentieri, ma ne occorrono centinaia di migliaia per rendere di nuovo fruibile il parco Diocleziano che, chiuso dal giugno 2018, è letteralmente a pezzi. Degrado e incuria che il sindaco Filippo Paolini ha denunciato durante la sua campagna elettorale e che ora deve affrontare e risolvere: «Il parco va affidato ad una società esterna per farlo rinascere», sostiene Paolini, «ma prima va messo a posto, anche se serviranno diverse migliaia di euro». A fare una stima dei lavori è stata la giunta Pupillo che parlava di circa 330mila euro.
DEVASTAZIONE I due cancelli principali sono chiusi con il lucchetto, ma accanto la recinzione è a pezzi e quindi sono inutili. Il cancello laterale è spalancato ma è la giungla di canne ed erbacce a bloccare gli accessi. I cestini rimasti sono piegati, le panchine spaccate e la struttura in cemento ha i vetri in frantumi. Dei sentieri non c’è più traccia. Le erbe infestanti si arrampicano sulle arcate del ponte e ci sono buste dell’immondizia, involucri di siringhe e mascherine sparse ovunque. È il parco Diocleziano. Rifugio per tossicodipendenti più che zona di passeggio, è nel degrado più totale in particolare dall’alluvione del 2018 quando fu quasi distrutto e anche la Pro Loco che lo gestiva riconsegnò le chiavi al Comune, che chiuse la struttura. «La devastazione che c’è nel Diocleziano è frutto di 10 anni di abbandono da parte dell’amministrazione Pupillo», attacca il sindaco Paolini, «è uno dei tanti esempi dell’incuria e della scarsa attenzione avuta verso la città. Ho girato io stesso dei video denuncia durante la campagna elettorale e ho ben presente quello che è il parco oggi, e come era quando lo abbiamo aperto». È stato infatti proprio Paolini nel maggio 2008 ad inaugurare il parco costato 2,5 milioni di euro e 5 anni di lavori della Provincia. E nei piani doveva essere un’area in centro dove fare sport, passeggiare, vedere mostre, assistere ad eventi. Ma non è mai decollata; soffre per la presenza di frane dal lato di via del Ponte e perché una volta scesi bisogna affrontare salite per tornare in piazza.
RINASCITA Ma Paolini crede nell’area. «Per prima cosa dobbiamo chiudere l’accesso a vandali e tossici bloccando l’ingresso dall’auditorium», spiega il sindaco, «poi pulire le scalette ricoperte dal guano dei piccioni. E questo perché è rotto il sistema elettrostatico che li teneva lontani. Ho già contattato la ditta di Milano per sistemarlo. Bisogna fare la pulizia del parco ma per l’apertura definitiva l’unica soluzione è l'affidamento ad una cooperativa o un’associazione che potrà in cambio sfruttare la struttura presente per eventi». Ma in passato già tre associazioni hanno provato a gestire i 22mila metri quadrati di verde e non è stato facile. «Faremo un avviso pubblico, so che ci sono persone interessate», precisa il sindaco, «ma dobbiamo prima sistemarlo. Non ho una stima definitiva dei costi che saranno ingenti perché l’area è stata abbandonata per troppi anni». «Che non si dia la colpa alla alluvione del 2018», aggiunge l’assessore lavori pubblici Paolo Bomba, «perché queste condizioni sono conseguenza di un abbandono decennale. L’alluvione ha sollevato il problema del dissesto idrogeologico che coinvolge anche la condotta Sargiacomo che attraversa il parco ed è ancora monitorata». Ma proprio dopo l’alluvione che devastò il parco l’ex giunta fece una stima sommaria dei lavori e parlò di circa 30mila euro per sistemare il verde e i sentieri ma di centinaia di migliaia – circa altri 300mila – per riaprire totalmente l’area.