Parco Diocleziano in abbandono: un piano per rimetterlo a nuovo

L’area verde è chiusa dal 2018: il Comune pensa a una gestione condivisa tra diverse associazioni L’assessore Di Campli: «Ci sono arrivate tante richieste dai cittadini, valuteremo tutte le proposte»
LANCIANO. Il parco Diocleziano, devastato e chiuso dal 2018, potrebbe tornare alla vita grazie ad un patto di collaborazione tra Comune e associazioni. «Ci sono state delle richieste per la gestione dell’area verde», annuncia Graziella Di Campli, assessore al patrimonio che si occupa anche dei beni comuni, ossia quei beni, materiali e immateriali, ritenuti fondamentali per il benessere della comunità, la cui rigenerazione e gestione può essere curata da cittadini e associazioni, previo accordo con il Comune. «Poiché le richieste pervenute sono diverse, le stiamo valutando», aggiunge Di Campli che, con i colleghi della giunta, nei giorni scorsi ha dato il via libera al patto di collaborazione tra l’ente e l’associazione Amici di Lancianovecchia per la sorveglianza dell’auditorium Diocleziano che sovrasta il parco.
L’esempio dell’auditorium L’associazione, guidata da Raffaele Filippone, si sta occupando gratuitamente e volontariamente da mesi della sorveglianza dell’antico auditorium e del percorso archeologico che parte dal ponte e arriva a San Legonziano, al Miracolo Eucaristico, aprendolo ai turisti quotidianamente. Un nuovo patto per il parco completerebbe la sistemazione dell’area nel cuore della città. Anche se, a differenza dell’auditorium, l’area verde ha bisogno di essere rimessa a nuovo visto che è chiusa dal 2018, dopo l’alluvione che ne distrusse la parte centrale e non solo: il resto dei 22mila metri quadrati di spazio vede infatti sentieri impraticabili, recinzioni e panchine spaccate e divelte, oltre alla struttura in cemento coperta con i vetri in frantumi. Occorrono fondi per la sistemazione: almeno 30mila euro per pulizia, rifacimento del camminamento centrale e dei sentieri, e centinaia di migliaia di euro per renderlo di nuovo pienamente fruibile.
Una gestione «condivisa»
«Ma la rigenerazione del parco potrebbe realizzarsi con una gestione condivisa dell’area», precisa Di Campli che con il suo ufficio sta facendo anche un lavoro di ricognizione del patrimonio comunale, lasciato all’abbandono negli ultimi anni.
Le strutture abbandonate
Attualmente nell’elenco dei beni comuni ci sono 23 strutture, le fonti di Civitanova e del Borgo, i parchi come quello di via Cipollone e via Osento, delle Giuggiole, il campetto dei funai. «Ma potrebbe allungarsi», precisa l’assessore, «proprio con la ricognizione in corso, la divisione dei beni demaniali da quelli del Comune, ad esempio nella zona di via Martiri VI ottobre. Abbiamo anche sanato una situazione particolare nell’ex scuola di Villa Martelli, affidata a due associazioni. Abbiamo richieste quotidiane di locali comunali da parte delle associazioni, ma dobbiamo verificare che abbiano un interesse pubblico. Tutti i beni che affidiamo devono essere valorizzati con progetti, anche di singoli cittadini, per migliorare la città». Oggi i patti di collaborazione attivi sono il Piedibus, ossia il servizio per accompagnare gli alunni a scuola a piedi, “Mille alberi per Lanciano2 per migliorare la qualità dell’aria e del suolo e la sorveglianza dell’auditorium Diocleziano da parte dell’associazione Amici di Lancianovecchia. Presto potrebbe aggiungersi la gestione del parco Diocleziano.

