Parco Diocleziano, la Pro loco si arrende e riconsegna le chiavi

17 Marzo 2019

Dopo 4 anni la gestione dell’impianto torna al Comune Giancristofaro: situazione ormai insostenibile per noi

LANCIANO. Riconsegnate al Comune le chiavi del parco Diocleziano. La Pro Loco Lanciano che gestisce la struttura dall’estate 2015, ha alzato bandiera bianca. Dopo i box di via Monte Majella, l’ex ippodromo villa Delle Rose, il mercato coperto (qui è in corso una causa finita al Tar) un’altra grande struttura torna nelle mani del Comune. Ma il Diocleziano, non nato sotto una buona stella visti i problemi che ha fin dalla sua realizzazione, “torna” in condizioni pessime tanto che serviranno centinaia di migliaia di euro per sistemarlo, ed è costato, 11 anni fa, 2,5 milioni.
LA SITUAZIONE. Abbandono e devastazione. Il parco con i suoi vialetti, i percorsi per le bici e per l’attività fisica, le panchine e fontanine è un ricordo. I camminamenti sono ricoperti dalla vegetazione e dall’immondizia, ci sono sacchi di spazzatura buttati dai Bastioni come se il parco fosse un grande cestino. La staccionata è divelta in più punti e ha chiodi sporgenti. Se all’ingresso di via per Frisa il cancello principale è chiuso con il lucchetto, sono spalancati i cancelli laterali e inoltre la recinzione è rotta tanto che tossicodipendenti, vandali e incivili entrano senza problemi a giudicare dai rifiuti presenti. La situazione già delicata anche a causa delle frane dal costone di via del Ponte (la zona è a rischio idrogeologico) è degenerata dopo l’alluvione del 22 giugno 2018 che ha distrutto la stradina centrale che portava sotto il ponte: la forza dell’acqua ha divelto uno strato di 10 centimetri del rivestimento del camminamento lasciando scoperta l’armatura in ferro, ha portato via panchine e cestini. E da allora è completamente abbandonato. La Pro Loco, che aveva la gestione fino al 2021, era pronta a far ripartire gli eventi, ma con la struttura chiusa e nessun lavoro in vista si è arresa e ha riconsegnato le chiavi al Comune.
LA PRO LOCO. «A malincuore siamo costretti a lasciare la struttura», dice Vincenzo Giancristofaro, del direttivo della Pro Loco, «non è più sostenibile la gestione senza l’aiuto del Comune che deve fare interventi di manutenzione straordinaria, dopo le frane e le alluvioni di giugno e luglio 2018. Abbiamo avuto danni nel parco e nella parte interna della struttura in cemento che c’è all’ingresso che si sommano al fatto che non funziona da anni la caldaia e la videosorveglianza lascia a desiderare. I problemi sono sotto gli occhi di tutti e l’area resterà inagibile a lungo visto che il Comune, data la scarsità di fondi a disposizione, non ha previsto lavori. Spero che chi verrà dopo di noi avrà più fortuna. Ringrazio tutti i collaboratori che hanno dato una mano in questi anni. Lasciamo la struttura consci di aver fatto il massimo, realizzando 232 eventi in tre anni, curando il parco e lasciando un progetto di un ascensore per la risalita». Che è il vero mezzo che può far decollare l’area e che è previsto, assieme al parcheggio dei bus turistici a pozzo Bagnaro, nei piani triennali della giunta Pupillo dal 2012, ma rimandato per i costi: 1.700.000 euro (450.000 solo per l’ascensore).
IL COMUNE. «Abbiamo messo in sicurezza la scarpata e rifatto il parapetto bordo strada davanti l’ingresso del parco subito dopo l’alluvione», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «ma per sistemare l’area verde serviranno centinaia di migliaia di euro e soprattutto degli studi. Dobbiamo capire come intervenire visto che la zona è interessata anche da problemi idraulici. Sono in corso le verifiche della commissione tecnica istituita dal Comune, con gli specialisti delle Università di L’Aquila e Chieti, l’ingegnere comunale Fausto Boccabella, il geologo Luigi Carabba, che è a lavoro in questi giorni sul Corso, ma anche il Diocleziano visto che la condotta oggetto di analisi sfocia proprio sotto l’arcata centrale del ponte, percorre il parco, va verso pozzo Bagnaro. Magari dagli studi emergerà che serviranno prima dei lavori idraulici e poi si potrà sistemare l’area. Dobbiamo attendere i risultati».
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