Parco in centro da potenziare: «Villa delle Rose dimenticato»

Verna: «Nemmeno un euro speso dalla nuova amministrazione sul fiore all’occhiello del territorio» L’appello del consigliere di Azione: intitolare l’area a Valente e investire su alberi, giochi e ciclabile
LANCIANO. «Quanti soldi saranno inseriti nel prossimo bilancio di previsione? Quanto si investirà ancora in arredi, parco giochi, piantumazione di alberi, strutture sportive a misura di famiglia e magari con un collegamento di mobilità lenta alla ciclabile di via del Mare?». Il Parco Villa delle Rose, alla vigilia della stagione estiva dei concerti a pagamento, che si apre con Biagio Antonacci il prossimo 18 luglio, e poi a seguire il 19 con Antonello Venditti e Francesco De Gregori, continua a far parlare di sé. A chiedere un maggiore investimento nell’area, che è rimasta una sorta di Ferrari parcheggiata in garage, è l'ex assessore ai Lavori pubblici, Giacinto Verna, oggi consigliere di Azione nelle fila della minoranza.
«La stagione estiva dei concerti è una soddisfazione per tutta la città», rimarca Verna, «è anche il risultato di una ideazione, progettazione e realizzazione dell’amministrazione Pupillo. L’allora vicesindaco Pino Valente è stato di lunghe vedute perché aveva capito che quello spazio poteva diventare un centro nevralgico della città. La sua caparbietà, di trasformare alla radice l’ippodromo Villa delle Rose in un luogo fruibile in tutte le stagioni dell’anno, è stata profetica. Ed oggi è sotto gli occhi di tutti fra manifestazioni, passeggiate e concerti quanto sia stato importante realizzarlo. Chi organizza eventi oggi chiede di poterlo fare proprio lì».
Verna è stato impegnato «da assessore in quota Progetto Lanciano, soprattutto dopo la morte di Pino, il suo fondatore, per far sì che dal progetto si realizzasse l’area così com’è oggi. Dopo il milione di euro del Masterplan della Regione», prosegue Verna, «l’amministrazione Pupillo ha impegnato dapprima 300mila euro e, sotto mia insistenza, altri 300mila (primavera del 2021) per mettere in sicurezza l’area, sistemare i nuovi gradoni, la videosorveglianza e il sistema di illuminazione e rendere fruibile l’area per i grandi eventi. Se oggi il Parco – «Dev’essere il Central Park di Lanciano», diceva Pino Valente – è quello che è, è perché ci abbiamo scommesso e creduto. È un sogno realizzato».
Ma l’amministrazione attuale viene accusata di non credere nell’area e di non avervi investito finora «nemmeno un euro. Eppure», ragiona il consigliere che vorrebbe che il parco fosse finalmente intitolato al compianto Valente, «l’area è diventata un fulcro per l’intero territorio e potrebbe crescere ancora se la Regione, in colpevole ritardo, potesse finalmente rendere fruibile il percorso dell’ex tracciato ferroviario, magari con una pista ciclopedonale che possa agganciarsi al Parco delle Rose. Per ora», conclude amaramente, «non mi accodo ai ringraziamenti di rito, semplicemente perché adesso si raccoglie il frutto di chi ha dato un volto nuovo al centro di Lanciano».
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