Pareri negativi al sansificio Ma alla Regione non bastano

31 Gennaio 2017

Treglio: decisione rinviata sulla nuova autorizzazione (di 15 anni) all’impianto dei Vecere Nella riunione-fiume Comuni, Asl e Sasi dicono “no” ma il dirigente non chiude l’iter

TREGLIO. È ancora appesa a un filo l’autorizzazione, per altri 15 anni, delle attività del sansificio Vecere. La decisione è adesso tutta nelle mani della Regione, che dovrà esprimersi sulla scorta dei pareri acquisiti nel corso di una seduta-fiume, durata dieci ore e con momenti anche duri, di esasperazione e toni accesi. Eppure tutto avrebbe potuto risolversi in poco tempo. I pareri negativi esposti dalle parti coinvolte sono stati la maggioranza.

Ma qualcosa ancora non convince la Regione. La decisione che decreterà il futuro di un’intera comunità, che da anni si batte contro il sansificio, è stata demandata al dirigente del settore perché l’Arta (Agenzia regionale della tutela ambiente), a seguito di una serie di contestazioni fatte all’impianto, non ha potuto esprimere un parere positivo tecnico sulla base dei dati acquisiti dalla proprietà, la famiglia Vecere. Di fatto l’Arta non si è espressa, nonostante abbia criticato il progetto e chiesto alla proprietà di integrare alcuni dati tecnici. Senza questo parere il Rup (responsabile unico del procedimento) non ha voluto chiudere l’iter, come chiesto a gran voce da gran parte degli attori coinvolti.

L’impianto con sede a Treglio, a due passi dal centro del paese, e che si trova praticamente adiacente ad una centrale a biomasse che lavora la sansa disoleata proveniente dalle lavorazioni della prima attività, non deve essere autorizzato a lavorare per altri 15 anni. Lo hanno affermato i Comuni di Treglio, Rocca San Giovanni (presente il delegato per l’ambiente Fabio Caravaggio), Lanciano (presente il vice sindaco Pino Valente), Frisa (rappresentato da Alessandro Lanci). Il Comune di Treglio in particolare, con un battagliero sindaco Massimiliano Berghella, ha espresso parere negativo per gli aspetti igienico-sanitario, urbanistico e di emissioni, sia acustiche sia di fumi nell’aria. Il primo cittadino ha ribadito anche la necessità di delocalizzare l’impianto. No al sansificio anche da parte della Asl (rappresentata dal tecnico Cesiano Bucci), per quanto riguarda l’aspetto prettamente igienico-sanitario, con una relazione puntuale e di grande rigore scientifico.

Numerose e dure prescrizioni anche da parte della Sasi, che gestisce il servizio idrico integrato e che ha invitato la proprietà a mettere a norma alcuni aspetti dell’impianto e che ha concesso un parere favorevole solo per le acque fognarie. Per le acque di prima pioggia si è, invece, espressa favorevolmente la Regione. Pareri negativi anche dalle associazioni portatrici di interesse, Nuovo Senso Civico e Stazione ornitologica onlus.

«Ci aspettiamo un parere finale della Regione negativo», interviene il sindaco Berghella, «proprio sulla scorta della documentazione e dei pareri raccolti nel corso della conferenza dei servizi. Adesso l’ente non faccia passi falsi». «È incredibile e scoraggiante che la Regione, tramite il responsabile del procedimento, non abbia voluto assumersi una decisione e applicare le leggi e l’esito dei pareri emersi», commenta Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico, «siamo pronti, in caso di rinnovo dell’autorizzazione, a dare battaglia e ad azioni legali».

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