Parla il coinquilino: «Giuseppe colpito senza veri motivi»
LANCIANO . «Giuseppe è stato colpito senza una motivazione, soltanto perché ha risposto agli attacchi». A parlare, ai microfoni del Tgr Abruzzo, è Anthony G., dominicano di 25 anni coinquilino di...
LANCIANO . «Giuseppe è stato colpito senza una motivazione, soltanto perché ha risposto agli attacchi». A parlare, ai microfoni del Tgr Abruzzo, è Anthony G., dominicano di 25 anni coinquilino di Giuseppe Pio D’Astolfo, il diciottenne che è stato mandato in coma con un pugno la notte tra il 17 e il 18 ottobre scorsi nell’area dell’ex stazione ferroviaria. D’Astolfo era con il 25enne e la sua fidanzata di 16 quando c’è stata l’aggressione da parte di tre minori e di due maggiorenni, un 18enne e un 30enne. «Sono stato il primo ad essere attaccato», racconta Anthony G., «ma mi hanno lasciato stare perché non ho risposto. Giuseppe se ne voleva andare, era in piedi sul monopattino. C’era quello piccolino che faceva “Attacca, attacca. Dagli, dagli”. Poi questo ragazzo (il tredicenne, ndc) ha dato un pugno a Giuseppe e lui è andato ko». Dopo il colpo amici e aggressori sono fuggiti, lasciando il giovane a terra, soccorso solo dalla fidanzata Gessica. «Sono scappato, ma dopo che mi hanno inseguito», spiega l’amico, «quando sono tornato indietro ho visto Giuseppe per il Corso che camminava con Gessica. L’ho visto un po’ “zombie”, ma non mi aspettavo stesse così male. Sono andato a bere una birra e poi sono tornato a casa. Giuseppe non parlava, non rispondeva, faceva solo gemiti. L’unica cosa che ho potuto fare è stata chiamare l’ambulanza». (s.so.)

