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Parla Mayky, lo chef pestato a Francavilla: «Ora mi sento più sicuro»

23 Ottobre 2026

L’intervista dopo i provvedimenti adottati verso i suoi aggressori: «La legge ha agito in tempi celeri. Sogno di aprire un ristorante mio»

FRANCAVILLA AL MARE. Parla Mayky Sanchez, lo chef pestato a Francavilla al Mare nelle scorse settimane. Ecco la nostra intervista dopo i provvedimenti adottati nei confronti di quattro dei suoi aggressori.

Cosa ne pensa di questi provvedimenti?

«Credo che siano giusti. E che la legge abbia agito in tempo, dando risposte concrete».

Si sente più sicuro nel sapere che i quattro aggressori non potranno più circolare a Francavilla e Chieti?

«Sicuramente sì. Fino ad oggi il timore di poterli incontrare di nuovo era un qualcosa che continuavo a portare dentro me. Non è facile convivere con questa sensazione».

È più tornato a Francavilla dalla sera dell’aggressione?

«Solo due volte: durante la prima ho visto che qualcuno aveva preso a calci la porta e la serranda della casa dove vivevo. La seconda volta invece sono tornato per riprendere tutto quello che avevo ancora lì dentro e lasciare la mia abitazione».

Ha deciso di andare via?

«Sì, non mi sarei mai sentito al sicuro in quella casa. Non solo per il timore di incontrare quella gang che è composta da tanti ragazzi, ma anche per una questione psicologica. Quando sono tornato in città ho rivissuto la sera dell'aggressione, delle botte, dei calci, dei pugni. Quanto accaduto è ancora troppo fresco per poter essere dimenticato».

E se la sentirebbe di tornare a lavorare a Dettagli, il locale in cui fa il cuoco?

«Non lo so, dovrò valutare, capire come mi sento, come posso vivere di nuovo quella situazione. Fuori da quel locale sono stato aggredito ed è normale che questo mi metta in soggezione. Magari farò un tentativo, ma in questo momento non so dare una risposta precisa».

Si vede sempre come chef nel suo futuro?

«Assolutamente sì. Non so dove, non credo a Francavilla, ma sicuramente voglio proseguire su questa strada. Il mio sogno è quello di aprire un mio ristorante, crearmi un’attività, possibilmente in un posto tranquillo dove poter lavorare in pace e mettermi tutto quello che è successo alle spalle».

A proposito, come procede la riabilitazione?

«Bene, ho iniziato da qualche settimane, mi mancano una dozzina di sedute. Spero e credo che nel giro di un mesetto possa concludere il percorso e tornare alla vita che avevo prima dell’aggressione».

E per il ritorno al lavoro?

«Forse all’inizio del nuovo anno, ora non so di preciso quanto dovrò aspettare ancora. Ma sicuramente la voglia non mi manca».

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