Parrucchiera con il reddito di cittadinanza

20 Dicembre 2019

Blitz della finanza in un salone: denunciata la dipendente fuorilegge, scatta la maxi multa per la titolare

CHIETI. Settantanove datori di lavoro multati per aver impiegato 139 dipendenti in nero, di cui 7 furbetti del reddito di cittadinanza che, adesso, rischiano una condanna da uno a tre anni di reclusione. È il bilancio dell’attività portata avanti dalla guardia di finanza in tutta la provincia di Chieti per contrastare il “sommerso” e gli sprechi di denaro pubblico. Nei giorni scorsi, scendendo nei singoli casi, i finanzieri della compagnia di Chieti hanno eseguito un controllo nei confronti di un parrucchiere scoprendo, intenta al lavoro con mansioni di shampista, una dipendente senza assunzione, che fra l’altro percepiva il reddito di cittadinanza già da aprile. Al titolare è stata inflitta la sanzione amministrativa e fatta una maxi multa mentre la posizione della shampista (anche lei denunciata) è stata segnalata all'Inps affinché le venga revocato il reddito di cittadinanza e siano recuperate le somme nel frattempo percepite.
Oltre che il settore dei servizi, i militari hanno passato al setaccio anche quello agricolo e della ristorazione. La tenenza di Ortona ha fatto un blitz in un ristorante che impiegava ben otto lavoratori in nero sui dieci presenti, intenti a svolgere attività lavorativa senza godere di alcuna copertura assicurativa e previdenziale. L’intervento della fiamme gialle ha indotto l’imprenditore alla tempestiva regolarizzazione dei lavoratori in nero che hanno così potuto beneficiare delle tutele riconosciute dalla normativa di settore. La compagnia di Vasto ha invece ispezionato un’azienda agricola, scovando 5 lavoratori impiegati irregolarmente, di cui uno beneficiava del reddito di cittadinanza: anche nei suoi confronti è scattata la denuncia e la segnalazione all’Inps. La compagnia di Lanciano, infine, ha controllato un bar dove è risultato impiegato un lavoratore inserito in un nucleo familiare percettore di reddito di cittadinanza.
«L’intervento delle fiamme gialle», spiegano dal comando provinciale di Chieti, «contrasta tutte le forme di indebito accesso a prestazioni assistenziali perché lesive dei principi di equità e coesione sociale. I cittadini onesti e coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza devono sentirsi tutelati dall’attenzione investigativa che la Guardia di Finanza sta rivolgendo a quanti violano fraudolentemente le regole, sottraendo le limitate risorse pubbliche».