Parrucchieri ed estetisti: «Pronti a ripartire subito»

Locali e attrezzature sanificati, accessi con appuntamento, lotta agli abusivi Lettera a Conte, Marsilio e Pupillo: «Ma non possiamo aspettare il 1° giugno»
LANCIANO. Una persona per volta in negozio, al lavoro con mascherina e guanti, kit monouso in dotazione ai clienti, igienizzazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, apertura anche di lunedì. Il governo ha rinviato a giugno la loro ripartenza, ma parrucchieri ed estetisti lancianesi non restano con le mani in mano e si preparano alla fase 2 dell’emergenza sanitaria. Con l’auspicio che arrivi anche prima della data indicata dal premier Giuseppe Conte (1° giugno), come sembra orientata a fare la Regione attraverso ordinanze mirate.
KIT MONOUSO E SANIFICAZIONE. Per molti professionisti le dichiarazioni del presidente del Consiglio sono state una doccia gelata. Tutti avevano messo in conto altre settimane di stop, ma non un mese intero. «Siamo consapevoli che la sicurezza viene prima di tutto», dice Cinzia Di Stefano, titolare di un salone di parrucchiera in via Milano, «potremmo continuare a stare chiusi ma in questo caso dovremmo ricevere degli aiuti economici seri, perché i ricavi si sono interrotti ma i pagamenti no». Nel frattempo ci si prepara all’agognata riapertura, quando vi saranno condizioni sanitarie più favorevoli o quando il governo lo consentirà. «L’altro giorno ho sanificato il salone», spiega Di Stefano, «e un ambiente igienizzato sarà garantito alla riapertura. Lavorerò solo per appuntamento, con mascherina e guanti, mentre alle clienti fornirò un kit igiene con camici e asciugamani monouso. Spazzole e pettini saranno sterilizzati e imbustati, gli strumenti di lavoro come le postazioni saranno igienizzati dopo ogni cliente. Questo sarà lavoro in più per me».
APERTI DI LUNEDÌ. Al lavoro dal lunedì al sabato, senza riposo settimanale. Lo ha deciso Massimo Valentini, titolare della barberia di piazza Garibaldi, visti gli ingressi ridotti nei locali prospettati dalla fase 2 e la mole di appuntamenti che si profila alla riapertura. «Abbiamo aperto le prenotazioni in vista del 1° giugno», dice Valentini, «in due giorni le telefonate sono state più di 150. La struttura del salone permette di servire due clienti per volta, garantendo il rispetto delle distanze. Lavoriamo già su appuntamento, quindi continueremo a farlo, mettendo a disposizione anche un’applicazione per prenotare giorno e orario. Abbiamo contattato un’azienda per la sanificazione del locale, utilizzeremo kit monouso e sterilizzeremo gli attrezzi. Alcuni servizi saranno sospesi, come il panno caldo per la barba, mentre lo shampoo a barba e capelli sarà obbligatorio in salone. Se ci saranno altri accorgimenti da prendere lo faremo, dobbiamo solo tornare a lavorare. E senza costi aggiuntivi, non è questo il momento per gravare sui clienti». E in tanti hanno continuato a fare formazione a distanza, con i corsi on line visto che quelli dal vivo sono sospesi.
LA LETTERA A CONTE. Migliaia di operatori del settore hanno inviato al governo, tramite pec, una lettera in cui evidenziano la cura per l’igiene e la sicurezza che mettono nel fare il loro lavoro. «L’ho mandata anche al sindaco e presidente della Provincia, Mario Pupillo, e al governatore della Regione Marco Marsilio per avere il loro sostegno», dice Silvana Fresca, estetista e titolare di un centro benessere in vico Ferro di Cavallo, «come categoria siamo rimasti malissimo per la scelta di giugno e temiamo che al momento non esista un protocollo sanitario per la nostra riapertura. Si vociferano tante cose, ad esempio che nei prossimi 2-3 mesi non potremo fare trattamenti del viso o che avremo divise come i medici, con calzari e camici monouso. Ma al momento nessuna certezza. Nel mio centro utilizzo dal 2004 un sistema di sanificazione, un’autoclave medicale, e mi doterò di mascherina e gel igienizzante. La nostra etica è garantire sicurezza e igiene ai clienti».
LOTTA ALL’ABUSIVISMO. Parrucchieri ed estetisti lancianesi pongono poi l’attenzione al problema degli abusivi, che la chiusura prolungata di saloni e centri benessere sta favorendo. «Questo ha implicazioni gravissime e rischiose per la salute», evidenziano gli operatori, «siamo professionisti e a qualsiasi richiesta di prestazioni in nero abbiamo detto no. Per questo vogliamo ricominciare a lavorare nei nostri negozi dove garantiamo igiene e sicurezza ai massimi livelli».
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