Parte da Chieti l’idea dello scudo sismico

10 Marzo 2017

Progetto coordinato da Merlino. Serve a mettere in sicurezza gli edifici dagli effetti del terremoto

CHIETI. I terremoti non si possono prevedere, ma si possono prevenire, per limitare o anche evitare danni disastrosi a cose e soprattutto a persone: partendo da questa constatazione della realtà che si vive in un paese purtroppo vittima di ricorrenti catastrofi, a Chieti ha preso vita una piattaforma denominata Sicur-Si che ha lo scopo, dice l'ingegner Domenico Merlino che coordina questa iniziativa, appunto di «intervenire preventivamente per mettere in sicurezza sia i luoghi di lavoro che le residenze dagli effetti devastanti del sisma».

Per raggiungere questo scopo è in via di costituzione un gruppo di ricerca di cui sono chiamati a far parte giovani laureati in geologia, in ingegneria industriale, ambientale, fisica e chimica ai quali verrà assegnato il compito di approfondire la scelta dei materiali da usare in fase sia di costruzione che di adeguamento sismico.

Si lavorerà per arrivare a ipotizzare uno scudo sismico che si possa proporre per salvaguardare i centri storici e mettere in sicurezza l'enorme valore storico culturale che le nostre città possono vantare. L'idea base attorno alla quale già si sta lavorando è quella di realizzare sistemi integrati capaci, oltre che di dissipare l'energia sismica, attraverso la riduzione della intensità e quindi della pericolosità, di "catturare" ed usare questa energia con l'ausilio di avanzate tecnologie.

Il Centro studi così costituito non avrà scopo di lucro e pertanto sarà gestito da una onlus già costituta, Onlus Aurora.

«Abbiamo in corso contatti- rivela ancora l'ingegner Merlino, con il Parco Scientifico e Tecnologico dell'Abruzzo, con la facoltà di geologia della università d'Annunzio e con la facoltà di ingegneria della università aquilana, per avere supporti essenziali al nostro lavoro. L'impegno è di analizzare il fenomeno sismico con idonea strumentazione e software di rilievo, interloquendo anche con altre realtà scientifiche internazionali, in particolare con gruppi di ricerca giapponesi e americani».

Sicur-Si inizialmente si avvarrà di una sede fornita gratuitamente dalla Merlino Progetti, promotrice della iniativa che dichiaratamente vuole avere un respinto internazionale e che punta ad una programmazione triennale, con annuale verifica dei risultati ottenuti.

«E' un campo tutto da esplorare», dice infine l'ingegner Merlino, «che può però offrire soluzioni importanti per salvare vite umane e il patrimonio storico culturale dei nostri bellissimi centri. Per farlo puntiamo sulla esperienza di chi lavora da tempo nel settore e nell'entusiasmo e nelle potenzialità dei nostri giovani laureati: una task forza pronta a combattere e limitare al massimo la forza distruttiva dei terremoti».

Gino Di Tizio