Partono 7 milioni di lavori per fermare 24 frane

La Provincia avvia gli interventi per la sistemazione degli smottamenti Ma solo due tecnici portano avanti i progetti. Pupillo: pronti, ma così è difficile
CHIETI. Partono 24 appalti contro le frane in provincia di Chieti. Quasi 7 milioni di lavori per fronteggiare gli smottamenti che hanno distrutto le strade. «Si tratta di 24 emergenze ma, nei nostri 104 comuni, ce ne sono tante altre», avverte il presidente della Provincia Mario Pupillo, rieletto il 31 ottobre scorso per il secondo mandato, «quindi, è soltanto un inizio dopo gli anni della sofferenza per dimostrare a tutti i cittadini che finora hanno subito troppe penalizzazioni e sono stati costretti a percorrere strade danneggiate che la Provincia esiste». Via le transenne, entro un anno lungo le provinciali massacrate dovrebbero arrivare le ruspe per i lavori.
LA MAPPA DEI CANTIERI. L’appalto più costoso riguarda la sistemazione degli smottamenti lungo la provinciale Fara San Martino-Corpisanti (650mila euro); quasi lo stesso importo (643.775 euro) per rimettere in sesto la provinciale 138 Carpineto Sinello-Atessa e la 216 (ex ss 364) sempre ad Atessa; lavori anche sulla provinciale 115 Perano-Tornareccio (552.483 euro); interventi di «sistemazione» anche sulla provinciale 14 (ex ss 81) per 503mila euro e sulla sp 81 San Vito-Fossacessia (490.729 euro). «A seconda dei casi e della gravità del dissesto», dice Pupillo, «si procederà con palificazioni e rinforzi. Si tratta di interventi indispensabili». Tra gli altri lavori attesi, ci sono la sistemazione degli smottamenti lungo la sp 178 Cupello-Montalfano (318mila euro), sulla sp 32 Tollo-Filetto (307.212 euro) e sulla sp 164 Quadri-Stazione di Palena (270mila).
SENZA DIPENDENTI. Ma, anche se adesso i fondi ci sono, Pupillo dice che arrivare all’apertura dei cantieri sarà una corsa a ostacoli: «In questi anni di tagli abbiamo perso metà del personale: da 300 siamo passati a 150 dipendenti e», sottolinea Pupillo, «la struttura è in difficoltà. Da pochi mesi, è andato in pensione il dirigente Carlo Cristini e tutto è rimasto nelle mani dell’unico dirigente rimasto, Giancarlo Moca. A breve, faremo un concorso per sostituire Cristini ma la verità è che la legge Del Rio sul riordino delle Province ci ha messo in ginocchio». Per i 24 appalti in partenza sono soltanto due i responsabili dei procedimenti (rup): gli ingegneri dell’ente Pasqualino Scazzariello e Paola Campitelli che dovranno gestire 12 appalti a testa. «I rup per queste importanti opere», conferma Pupillo, «sono soltanto due ed è emblematico. Per spiegare quanto è drammatica la situazione del personale, basta dire che la Provincia di Chieti, con 104 comuni e 1.700 chilometri di strade da manutenere, altre a viadotti e scuole, ha meno dipendenti del Comune di Lanciano. Gli anni 2016, 2017 e 2018 sono stati quelli della sofferenza non solo a causa dei tagli del governo: siamo diventati addirittura il bancomat dello Stato che ha prelevato le quote di rc auto e ipt. Proprio per questa situazione, non siamo riusciti nemmeno a ricoprire le buche: in media un chilometro di strada provinciale costa 6mila euro di manutenzione all’anno mentre noi abbiamo potuto spenderne solo 1.500. Ora, però, si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel e devo ringraziare chi ha resistito al proprio posto di lavoro».
«SERVONO 300 MILIONI». I lavori in partenza, per un totale di 6.858.714 euro, sono una briciola per le necessità della provincia: «Oltre alla sistemazione degli smottamenti», dice Pupillo, «partiranno anche interventi da 16 milioni sugli asfalti grazie al Masterplan della Regione. Con questi lavori si copre il 25% delle nostre necessità: per tutte le strade servirebbero 160 milioni, senza contare i ponti; altri 40-50 milioni sarebbero necessari per le frane; e poi ci sono anche le scuole. La Provincia di Chieti avrebbe bisogno di 300 milioni».
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