Partorisce d’urgenza con il Covid «Ora guarisca dalla polmonite»

Doglie improvvise e intervento nella notte al San Pio per una giovane madre: è in Malattie infettive I sindaci del Comitato ristretto: il manager Asl non vuole incontrarci. La replica: non ho rifiutato nulla
VASTO. I medici dell’ospedale San Pio hanno dimostrato la loro grande professionalità nel corso di un parto cesareo in urgenza per una giovane donna positiva. Ma intanto le rassicurazioni del direttore aziendale Asl Angelo Muraglia sul futuro della sanità vastese non bastano a fugare le preoccupazioni del sindaco di Vasto, Francesco Menna, né dei colleghi del Comitato ristretto dei sindaci. Menna e il collega di Casoli, Massimo Tiberini, chiedono che Thomas Schael, direttore generale della Asl, si decida ad incontrarli. Menna insiste sul drive-in e chiede certezze sul futuro dell’ospedale San Pio.
PARTORIENTE POSITIVA Ha avuto le doglie e non c’è stato il tempo di trasferirla all’ospedale di Chieti dove il suo parto era stato programmato. Così nella notte una giovane donna di Vasto, positiva al coronavirus come altri membri della sua famiglia, è stata accolta al San Pio e in tutta fretta, ma con la professionalità di cui è capace, anche in emergenza, l’équipe di Ostetricia e ginecologia diretta da Francesco Matrullo, e in sala operatoria, è stato praticato alla donna il taglio cesareo. Ha dato alla luce una bambina bellissima e sana. «La neo mamma», annota la Asl, «alla sua prima gravidanza, è stata poi trasferita nell’unità operativa di Malattie infettive e affidata alle cure della responsabile, Maria Pina Sciotti. Il primario è stata al suo capezzale tutta la notte per scongiurare possibili complicanze post parto causate dall’infezione. La piccola, invece, in buone condizioni di salute, ma nata in anticipo rispetto al termine previsto, è stata trasferita alla Neonatologia dell’ospedale di Pescara. Il personale si è reso disponibile a fare videochiamate con la neo mamma affinché potesse vedere la piccina e colmare in qualche modo la distanza fisica. Certo, non potrà abbracciarla, al momento, ma almeno grazie alla tecnologia la sentirà più vicina. La donna dovrà restare in ospedale ancora un po’. Le sue condizioni non sono preoccupanti, ma deve guarire dalla polmonite causata dal Covid-19». Il primario di Malattie infettive si è congratulata con il pool di Ostetricia. «Hanno assistito la donna al meglio anche nel post parto», dice. «Nonostante la nostra unità operativa sia piena, siamo riusciti ad accogliere la neo mamma grazie al trasferimento di due pazienti stabili nella Rsa di Casoli».
POLEMICA SINDACI-SCHAEL. «I metodi del direttore generale non possono più essere accettati», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna. «Ha trasformato il San Pio in ospedale Covid, nega che l’attività chirurgica sia in difficoltà. Rifiuta il drive-in a Vasto. La sensazione è che voglia trasformare il San Pio in una casa di riposo», tuona Menna. «Posso sbagliarmi ma gradirei che me lo dicesse in faccia o rispondendo agli innumerevoli inviti del Comitato ristretto dei sindaci». Anche collega di Casoli, Massimo Tiberini, stigmatizza l’atteggiamento di Schael. «Non ho rifiutato niente», risponde Schael. «Il 18 novembre», annota la Asl, «è stata inviata una Pec nella quale è stato spiegato che non appena le condizioni del direttore lo permetteranno, saranno ascoltate le istanze dei sindaci. Il direttore generale non è ancora tornato al lavoro» per la vicenda Codiv che lo ha interessato di persona.
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