Pasqua, le processioni cambiano percorso

28 Marzo 2018

Escluso il Corso, chiuso per lavori. La chiesa di Santa Lucia dice no al concerto dell’Arciconfraternita

LANCIANO. Per la prima volta dopo cento anni salta l’audizione di musiche sacre dell’arciconfraternita Morte e Orazione San Filippo Neri nella chiesa di Santa Lucia. E cambia il percorso della processione per via dei lavori in corso Trento e Trieste. Sono le novità, non positive, che deve affrontare l’Arciconfraternita che da 410 anni organizza la Settimana Santa in città, la tradizionale processione degli Incappucciati il giovedì e del Cristo morto il venerdì santo. «Dopo oltre 100 anni la nostra parrocchia ci ha detto “no”: l’audizione di musiche sacre questa sera non si terrà nella chiesa di Santa Lucia», esordisce il priore Angelo Lanci nel presentare, col vice priore Quintino Iacobitti e il revisore dei conti Luca Di Loreto, i riti della Settimana Santa. «Abbiamo iniziato domenica con l’investitura di sette novizi», dice Lanci, «ma, non andremo avanti col tradizionale concerto serale del mercoledì a Santa Lucia per problemi tecnico-organizzativi. Il primo è che la nostra parrocchia ci ha negato il consenso, tacito da oltre un secolo. Nonostante il Papa dica di aprire le chiese, qui viene chiusa a noi. Ma ci sono anche problemi economici: il Comune ci ha dimezzato i fondi, da 5mila a 2.500 euro. La processione, i riti della Settimana Santa che sono cultura e tradizione, evidentemente non lo sono per tutti. Noi andiamo avanti. Grazie anche al vescovo Emidio Cipollone faremo il concerto di venerdì in cattedrale, poi ci concentreremo sulle processioni. Quella del venerdì, però, non passerà sul Corso ma in via Degli Abruzzi a causa dei lavori». Appuntamento, quindi, a domani, alle 22, con la processione degli Incappucciati. Confratelli con il volto coperto in segno di penitenza percorrono le stradine del centro storico mentre riecheggiano il suono cupo della “raganella” e le note dei Miserere. L'attenzione dei fedeli è per il Cireneo, che a piedi nudi trascina in spalla la pesante croce in legno, simbolo di quella portata da Gesù con l’aiuto di Simone di Cirene fino al Calvario. «Chi porterà la croce viene scelto pochi minuti prima della processione», spiega Lanci, «e non è lo stesso che la porterà il venerdì». Che inizia alle 10 con il giro cittadino della banda, poi il concerto alle 16,30 in cattedrale e alle 19 la processione dell’effigie del Cristo morto. (t.d.r.)