Passa il bilancio del Comune ma è scontro sui conti in rosso

8 Ottobre 2021

Di Biase (FdI) attacca la maggioranza: i numeri sono falsi. Polemica anche Pompilio: troppi ritardi Amicone del M5S: sì al predissesto, la situazione era grave e siamo intervenuti con coraggio

CHIETI. Conto consuntivo 2020 approvato tra le polemiche ieri in consiglio comunale. Sul rendiconto che chiude con un disavanzo di ben 74 milioni di euro, le voci più critiche sono state quelle di due consigliere: il capogruppo FdI Carla Di Biase e il capogruppo di Azione Politica Serena Pompilio. Anche se poi quest’ultima in fase di votazione si è astenuta. Il resto dell’opposizione ha votato in maniera contraria, con l’eccezione del capogruppo Udc Mario De Lio che pure si è astenuto. Anche tra le file della maggioranza c’è stata una defezione, con il consigliere Enrico Iezzi ugualmente astenuto.
L’astensione della consigliera Pompilio non le ha impedito di avanzare forti critiche, a partire dai ritardi con cui il consuntivo è arrivato in aula, ritardi che hanno causato anche una diffida della prefettura. «Anche l’anno scorso ci siamo trovati con lo stesso ritardo», ha ricordato Pompilio, «eppure quella dei ritardi è una situazione che si è fortemente contestato alla passata amministrazione». Pochi minuti prima del suo intervento, l’assessore al bilancio, Tiziana Della Penna, aveva appena finito di spiegare che i ritardi erano dovuti non all’ente ma a problematiche di tipo nazionali. Al di là dei ritardi, Pompilio ha criticato il documento anche nel merito: «È chiaro che i problemi dell’ente nascono dalla riscossione», ha detto, «ma nulla è stato fatto per eliminare questa problematica. Nulla è stato fatto per migliorare le condizioni di Teateservizi, la cassaforte dell’ente che non ha ancora presentato il bilancio 2019».
Su Teateservizi ha insistito anche Di Biase: «Come è possibile non prevedere accantonamenti in caso di fallimento di Teateservizi?», ha chiesto, ponendo anche il problema dei 51 milioni di crediti di dubbia esigibilità di cui, a suo avviso, l’ente non potrà mai rientrare. Sia le condizioni di Teateservizi che l’ammontare dei crediti di dubbia esigibilità hanno fatto concludere a Di Biase che «questo bilancio consuntivo è costruito su un castello di sabbia. Ed è dunque falso». La capogruppo FdI è poi tornata a criticare la scelta del predissesto: «Scelta fatta con una furia cieca, per marcare le distanze dalla precedente amministrazione, con una manifesta incapacità politico-amministrativa, come si vede anche da ciò che sta accadendo con la mensa scolastica».
Il capogruppo M5S, Luca Amicone, ha invece difeso la scelta del predissesto: «La situazione era grave, noi l’abbiamo affrontata di petto e con coraggio». La capogruppo della Sinistra Alberta Giannini ha invece rassicurato i lavoratori di Teateservizi, dopo l’ipotesi fallimento evocata da Di Biase.
Chiusa la seduta, i tre consiglieri del gruppo Di Iorio, Bruno Di Iorio, Giampiero Riccardo e Maurizio Costa, hanno spiegato il loro voto negativo dicendo che il rendiconto «pur correggendo alcuni errori del passato, non ha dato ingresso a una sostanziale inversione di rotta nelle modalità con le quali si determinano le entrate ed i debiti».