Passeggiata sulle dune contro i 10 stabilimenti

Cittadini e rappresentanti delle associazioni ambientaliste scendono in spiaggia «A rischio un tratto unico che andrebbe protetto, pronti a raccogliere le firme»
ORTONA . A meno di una settimana dalla sua nascita il gruppo Dune Bene Comune fa già sul serio. Semplici cittadini e rappresentanti delle associazioni si sono uniti per dire no alle otto concessioni marittime che andranno ad aggiungersi alle due già operanti sulla spiaggia delle dune. Per domenica hanno annunciato una passeggiata naturalistica insieme a botanici ed ornitologi per far conoscere ai cittadini il valore di questo tratto di costa. L’appuntamento è per le ore 10, con ritrovo previsto all’altezza dello stabilimento “Il Cambusiere”.
«Le concessioni spianeranno le dune con le rarissime piante che sono protette dalla legge regionale 45 del lontano 1979? Le piante protette dalla legislazione europea, nazionale e regionale diventeranno carta straccia? Il fratino si ritroverà nel fermento organizzativo per approntare delle nuove concessioni?». Sono domande che pone il neonato gruppo, pronto anche ad adire le vie legali qualora ce ne fosse la necessità. Sono stati proprio i rappresentanti di Dune Bene Comune a confermarlo, sostenendo che le associazioni che ne fanno parte sono disposte a muoversi dal punto di vista giuridico per fermare il depauperamento in quell’area.
«I cittadini e le associazioni che si ritrovano all’interno del gruppo metteranno in campo ogni azione atta a sensibilizzare l’opinione pubblica: passeggiate, raccolta firme, manifestazioni di protesta, banchetti», hanno aggiunto da Dune Bene Comune. «Importantissimi bioindicatori o specie indicatrice, sia del regno animale che vegetale, ci raccontano l’unicità di quell’area», hanno sottolineato in una conferenza stampa tenuta ieri mattina a pochi metri da palazzo di città. «Restringerla con nuove concessioni significa mettere in pericolo l’intero sistema dunale. Il flusso di persone che ora si spalma su tre chilometri di costa si concentrerà tutto sulla parte rimanente libera, perché è questo che cerca la stragrande maggioranza delle persone che vanno lì: spiaggia libera, spiaggia dove ancora si può avere un contatto con la natura». Dune Bene Comune ha quindi esaltato la biodiversità che resiste in quel tratto di costa: «Il sistema dunale è rappresentato da specie altamente specializzate che riescono a fronteggiare situazioni estreme: alta salinità, poca disponibilità di acqua, alto irraggiamento solare, ingressione marina, e sono habitat fondamentali per proteggerci dai cambiamenti climatici e quindi dall’erosione costiera. Sono gioielli preziosi, da tutelare, e non da svendere con il falso alibi dello sviluppo. La diminuzione delle presenze negli stabilimenti è un dato accertato: tutti perderanno», ha tuonato il neonato gruppo. «L’indignazione e lo sconforto di tantissimi, sono un segnale inequivocabile di un mondo che vuole andare verso un futuro migliore per tutti, e una ristretta minoranza che pensa ancora che per uscire dalla crisi ci vogliono quelle ricette che la crisi l’hanno creata».

