«Patto con il Molise per l’Emodinamica»

Paolucci a Vasto svela il piano per aprire il reparto salvavita
VASTO. «A bloccare la realizzazione della sala di Emodinamica al San Pio sono i numeri, non il governo regionale che al contrario sta facendo di tutto per garantire la rete clinica delle prestazioni cardiologiche».
Così ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci nel corso di un conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nella sala consiliare del Comune di Vasto. Paolucci , bersaglio di attacchi trasversali, ha deciso di fare chiarezza sull'Emodinamica e contestualmente sul futuro del San Pio.«La legge è chiara», dice, «per avere l'emodinamica serve un bacino di 300mila utenti e 250 prestazioni annue. Vasto ha 100mila utenti e 130 prestazioni cardiologiche. La soluzione è l'espansione del bacino( stiamo tentando la carta con il Molise) e l'investimento su professionisti esperti in grado di attrarre pazienti. Se ce la facciamo in 5 anni sarà un successo», aggiunge Paolucci rispedendo al mittente tutte le accuse ricevute negli ultimi mesi. «Accetto i confronti, non le strumentalizzazioni», ha tuttavia avvertito. Ma in città il malumore è alto. A dimostrarlo è la nascita di un movimento che sta organizzando una manifestazione per salvare l'ospedale di Vasto. La protesta è in programma per il 21 ottobre.
BOTTA E RISPOSTA. Il passa parola è già iniziato. Ma per rispondere a chi protesta e lo accusa di avere abbandonato Vasto, Paolucci ha ricordato quanto ha fatto negli ultimi 36 mesi. «Parlo adesso e non risponderò più perché non posso replicare a un’accusa al giorno. Il San Pio ha ottenuto molto grazie al riconoscimento del Dea di 1 livello. In quattro anni sono stati aperti 5 reparti. Ma quanto viene fatto è puntualmente cancellato dalla violenza del fuoco amico. Non nego che ci sono reparti che meritano interventi e manutenzione. Ma non posso sanare io carenze dovute ad una gestione interna non buona», sottolinea. «Ci sono situazioni che vanno governate meglio e reparti che vanno potenziati come Cardiologia (abbiamo già comprato un angiografo e presto sistemeremo la sala) e il punto nascite. Per il secondo ci sono già finanziamenti. E' stata anche fatta una delibera», continua l’assessore, «per il nuovo direttore e sono in pubblicazione le delibere per i nuovi primari. Il problema è trovare personale e risolvere il caso di chi rifiuta di venire a Vasto. La Regione però ha fatto e farà molto. E alle accuse di abbandono rispondo con i numeri e i fatti», conclude Paolucci.
LA PETIZIONE. Al fianco dell’assessore c’è Ugo Aloè, il medico che ha raccolto 15mila firme per ottenere l'Emodinamica. «Questa battaglia non deve avere alcun colore politico», dichiara. «Le firme sono in buone mani, quelle dell'assessore Paolucci. Ho commesso l'errore in passato di chiedere aiuto ad altri che volevano portare le firme altrove».
Paolucci, confermando di avere preso in carico la petizione, ha anche rivelato di avere chiesto la collaborazione di Aloè in quanto medico, ex operatore del Pronto soccorso, nonchè vittima di una attacco cardiaco.
IL SINDACO MENNA. Il primo cittadino, Francesco Menna, ha condannato senza giri di parole il clima da inquisizione che si è creato in città.
«Ci sono persone che organizzano scioperi per questioni ideologiche e personali. Attenti però a seguire questi lupi della disinformazione. Il San Pio è cresciuto eppure c'è chi specula sulla Sanità. Persone che hanno inaugurato sale vuote. Politici che in passato non hanno fatto nulla. Qualche parlamentare che non ha superato la fase delle primarie e continua a fare demagogia. Ai parlamentari dico: aiutateci voi a cambiare la legge che boccia il San Pio per i numeri e impedisce l'apertura dell'Emodinamica. Mi rendo conto che è più facile gettare fango e costruire pozzanghere. Basta però fare i barellieri dell'odio, non aiuta i cittadini», dice il sindaco.
I POLITICI. Tanti i politici presenti. Fra loro anche l'ex consigliere regionale Antonio Boschetti che ha preso la parola per ricordare che se oggi si parla di Emondinamica lo si deve a lui, al gruppo Alpini di Tufillo e a Gabriele Tumini. «Non ricordo che altri, in passato, combatterono per questo», rimarcare Boschetti. Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, parla in veste di medico: «Per rilanciare il San Pio e avere l'emodinamica oltre che la quantità di utenti», dice, «occorre investire sulla qualità degli operatori. Un buon professionista attrae pazienti e può riuscire a far passare le attuali 130 prestazioni alle 250 richieste. Su questo deve impegnarsi la politica», conclude Marinucci confermando la necessità per il territorio del reparto che salva la vita.

