Patto di stabilità, i revisori sono ancora senza carte

CHIETI. Due riunioni saltate per il collegio dei revisori dei conti del Comune di Chieti. La scorsa settimana sarebbero dovuti arrivare nelle loro mani i documenti relativi al Patto di stabilità dell’...
CHIETI. Due riunioni saltate per il collegio dei revisori dei conti del Comune di Chieti. La scorsa settimana sarebbero dovuti arrivare nelle loro mani i documenti relativi al Patto di stabilità dell’ente che il collegio deve sottoscrivere per la presentazione entro il 31 marzo. Ma le riunioni sono andate a vuoto. Le carte non sono mai arrivate sul tavolo del collegio dei revisori, Inutile dire che tra i membri del collegio, presieduto da Silverio Salvatore e composto da Paolo Consalvi e Valerio D’Amicodatri, si respira aria di sconforto. I tre revisori saranno di nuovo costretti a fare le corse per poter apporre la propria firma (e non è la prima volta che succede), rischiando in prima persona. La motivazione pseudo-ufficiale di tanto ritardo è stata data all’Oiv, l’organismo interno di valutazione che pare abbia stoppato tutto per nuove analisi di tipo contabile. Oiv a parte, non ci sarebbero altre cause del ritardo. Nel senso che uffici e dirigenti comunali hanno assicurato informalmente ai revisori che il Patto di stabilità sarà rispettato. Ovviamente il mancato rispetto porrebbe una serie di grossi problemi per il Comune, ma sembra che comunque si riuscirà a non sforare, anche perché l’attestazione viene fatta con i vecchi principi contabili. Quando, a breve, andranno in vigore i nuovi, sarà tutta un’altra storia. Il nuovo sistema voluto a livello centrale, infatti, introdurrà regole più severe. A partire dal fatto che non si potrà neanche prevedere un impegno di spesa a partire dalla previsione di determinate entrate, ma solo se i soldi che servono per pagare quella spesa prevista effettivamente sono presenti in cassa. Questo principio è destinato a creare molti problemi alle casse dell’ente che si trovano già in regime di alta anticipazione. Ma questi sono problemi post-elettorali. A urne chiuse, chiunque si troverà a sedere sulla poltrona da primo cittadino dovrà fare i conti con la nuova regolamentazione. E allora sì che si apriranno problemi di tenuta del bilancio e a pesare sarà anche il settore che della gestione dei rifiuti con i milioni di euro chiesti da Deco e Formula Ambiente, casi che hanno destato anche l’interesse della magistratura. (a.i.)
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