Patto nel nome di Valignano

10 Novembre 2016

Cooperazione nel segno del gesuita tra i Comuni di Chieti e Minamishimabara, in Giappone

CHIETI. Chieti e Giappone ancora più vicini nel segno di padre Alessandro Valignano. Martedì il comune di Minamishimabara e quello della nostra città hanno formalmente sottoscritto il Patto di Amicizia, nel corso di una cerimonia proprio nella città giapponese. A siglare il documento l’assessore alla cultura Antonio Viola, accompagnato dall’avvocato Valeria Valignani, discendente di Padre Valignano, quel gesuita teatino che 450 anni fa sbarcò nel porto di Minamishimabara, città che divenne fulcro della propagazione della fede cristiana in Giappone. Tra gli altri, c’erano il governatore della prefettura di Nagasaki, autorità scolastiche, dirigenti dei dipartimenti della cultura e del turismo, rappresentanti di associazioni di categoria nonché gli alunni giapponesi ospitati in questi anni a Chieti nell’ambito degli scambi culturali tra le due città.

Insieme al sindaco di Minamishimabara, Matsumoto Masahiro, Viola ha rimarcato il forte legame istauratosi tra Chieti e la municipalità nipponica, grazie anche al prezioso contributo svolto dal Centro Studi su Valignano della Fondazione Cassa di Risparmio: «Il Patto di Amicizia sottoscritto», ha detto l’assessore, «è uno strumento straordinario di azione interculturale tra popoli che vince i pregiudizi, accomuna in una prospettiva unitaria le diversità, crea legami di amicizia fra persone di lingua e costumi diversi. Troppi uomini si lasciano rinchiudere nello stretto orizzonte che si scopre dal proprio campanile. Bisogna rompere questo guscio, svegliare le coscienze e avere una visione allargata del mondo, coinvolgendo le scuole e i giovani». E continua: «Ispirati da comuni ideali di pace e benessere, vogliamo cooperare e collaborare nei settori culturali, sportivi, economici, stabilendo rapporti duraturi, promuovendo reti di amicizia e favorendo la conoscenza della vita quotidiana, delle tradizioni e della cultura fra le due municipalità. Oggi ancor di più, la cultura è la chiave per uno sviluppo umano, inteso sia come arricchimento interiore sia come fattore di crescita sociale ed economica. Su quel ponte da Oriente a Occidente tracciato da Padre Alessandro Valignano, dobbiamo continuare a camminare con sentimenti di pace, sincera amicizia e solidarietà». (e.r.)

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