Patto tra negozi e ambientalisti: no al centro commerciale Mirò

1 Marzo 2022

Associazioni di categoria e Wwf siglano una nuova intesa prima del pronunciamento della Regione:  «L’insediamento è troppo vicino al fiume Pescara e sarebbe dannoso per le piccole attività cittadine»

CHIETI. Dopo dieci anni di battaglie, le associazioni cittadine scendono di nuovo in campo contro la realizzazione del parco commerciale Mirò, ai confini con Megalò. Wwf, Confcommercio, Cna e Confesercenti riprendono la lotta contro il nuovo insediamento a pochi giorni dal pronunciamento della commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale (Via) sulla richiesta di permessi per continuare la realizzazione del complesso, bocciato da Tar e Consiglio di Stato. Letizia Scastiglia (Cna), Marisa Tiberio (Confcommercio), Marina De Marco (Confesercenti), Nicoletta Di Francesco (Wwf), capitanati dall’avvocato del Wwf Francesco Paolo Febbo, hanno ribadito il no all’insediamento, sia per motivi ambientali (troppo vicino al fiume) che commerciali (dannoso per il piccolo commercio). Le associazioni hanno dato mandato a Febbo di costituirsi in giudizio ovunque sia permesso e di avviare una diffida al ministero dell’Ambiente perché proceda contro la Sile, la ditta proprietaria del terreno che ha realizzato i capannoni, per danno ambientale.
NO AI NUOVI PERMESSI
Secondo Febbo il comitato Via si esprimerà anche questa volta bocciando la richiesta di permessi a posteriori (la cosiddetta Via postuma) per completare l’insediamento commerciale, che in realtà, dice l’avvocato, «non è mai iniziato perché ci sono solo scheletri vuoti di costruzioni. La Via a posteriori è possibile solo su opere già in esercizio». È stata una nuova ordinanza del Tar a sparigliare le carte sul progetto di realizzazione del parco commerciale. L’ordinanza del 18 dicembre scorso, infatti, ha concesso una sospensiva, invitando la Regione a considerare la possibilità di riesaminare l’istanza di Via postuma, bocciata per ben due volte consecutive a luglio e a ottobre. Il Tar si è espresso su ricorso della Sile contro i due pronunciamenti del Via, ma il giudizio di merito è fissato al 24 giugno. «Ma il Tar», sostiene Febbo, «non ha ordinato il riesame della questione, ha solo detto che è possibile ovviare al danno lamentato dal ricorrente ordinando di riesaminare l’istanza di Via postuma, che è ben altra cosa».
IL COMITATO VIA
Il 17 febbraio scorso il comitato Via si è espresso sulla richiesta di Via postuma della Sile e, anziché bocciarla come le due volte precedenti, «in adempimento dell’ordinanza del Tar», si legge nel dispositivo della decisione, «assegna alla Sile Costruzioni il termine di 15 giorni dalla pubblicazione del presente verbale per integrare la documentazione presentata dalla ditta». Qualcuno ha letto la richiesta di integrazione, in ottemperanza all’ordinanza in cui il Tar suggerisce il riesame dell’istanza, come una riapertura della possibilità di costruire il parco commerciale. Lo si saprà presto, visto che i 15 giorni assegnati dal comitato Via stanno per scadere.
INTERVENGA LA POLITICA
«Invitiamo la politica a prendere posizione, sinora lo ha fatto solo il consigliere regionale Mauro Febbo. Chiediamo anche al Comune di dire chiaramente da che parte sta». L’appello arriva dalla presidente Tiberio, subito sostenuto da tutto il tavolo delle associazioni. «Una politica schizofrenica», ha aggiunto Scastigalia, «che da una parte organizza tavoli per sostenere il piccolo commercio cittadino e dall’altro non blocca una operazione che non porterà economia al territorio». Le associazioni, sottolinea la presidente Wwf Di Francesco che nel 2012 ha avviato la battaglia, «si sono sentite lasciate sole». Sebbene, aggiunge De Marco, «quella dei grandi agglomerati commerciali sia ormai anacronistica anche come politica commerciale».