Patto tra Rispoli, Febo e Raimondi: con Ferrara si vince

E il candidato del centrosinistra attacca: il 61% dei cittadini non vuole Di Stefano, noi siamo pronti a rilanciare Chieti
CHIETI. «Il segnale che è arrivato dalle urne è chiaro: Di Stefano non piace ai teatini», dice Stefano Rispoli del Pd. «La cittadinanza ha già bocciato il centrodestra», afferma Luigi Febo di Chieti per Chieti, ieri avvistato sul Corso con il deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro. «La nostra città vuole cambiare e vuole cambiare in meglio con Diego Ferrara sindaco», dice Edoardo Raimondi della Sinistra con Diego. I più votati della coalizione di centrosinistra fanno quadrato intorno a Ferrara. E, a 8 giorni dal ballottaggio, il candidato sindaco inizia ad attaccare, senza perdere la sua gentilezza ma il tono appare diverso: «Capiamo la delusione, capiamo l’incapacità ad arrendersi al responso elettorale, capiamo il nervosismo della vigilia, ma tanto è per Di Stefano: i cittadini di Chieti», dice Ferrara, «sono stati già chiari alla prima chiamata alle urne: non vogliono lui come sindaco. Nessuna altra lettura è possibile di fronte a numeri certi. Il candidato del centrodestra ha già perso». Le liste di centrodestra hanno superato il 45% mentre Di Stefano ha raccolto quasi il 39: «Il 61% dei votanti non ha indicato il suo nome sulla scheda elettorale e ha scelto altro», commenta Ferrara, «Di Stefano dovrebbe cominciare a prenderne atto, evitando dichiarazioni che non premiano la sua intelligenza e soprattutto offendono quella dei nostri concittadini. Chi era con lui si è già schierato, altri non si aggiungeranno: i cittadini di Chieti hanno già detto, attraverso voci differenti ma in modo massiccio, che vogliono scrivere una nuova pagina per questa nostra città, e dal prossimo 5 ottobre lo faremo subito. La nostra coalizione è pronta, il centrosinistra, che non ha burattinai e burattini, prosegue compatto il suo lavoro al servizio di Chieti e dei suoi abitanti».
Il voto ha premiato gli uscenti: i signori delle preferenze sono nel centrodestra. Ferrara la vede così: «Tutti quelli che si sono riproposti a suo sostegno sono responsabili sul piano politico e amministrativo del declino sociale, culturale ed economico verso il quale è stata trascinata Chieti. Noi vogliamo dare un futuro a Chieti, un futuro ricco di opportunità per tutti, di solidarietà, di inclusione e apertura».
Rispoli, Febo e Raimondi sono certi: la partita del 4 e 5 ottobre è aperta. «Vogliamo condividere il nostro programma con possibili alleati e siamo pronti a discutere dell’idea di città ma senza pensare agli incarichi», dice Rispoli. «Dobbiamo parlare ai cittadini del nostro progetto», dice Febo, «che farà rinascere Chieti dopo 10 anni di disastri, sia amministrativi come dimostra la delibera del 18 settembre scorso che ci ha regalato 15 milioni di debiti, sia di idee perché non c’è stata programmazione e il ruolo del nostro capoluogo di provincia si è andato via via spegnendo». «Ora», dice Raimondi, «l’idea è mettere insieme tutte le forze che vogliono un cambiamento reale e non un ritorno di chi ha governato negli scorsi 10 anni: di certo, la base deve essere un programma condiviso con punti prioritari per la città da affrontare nella prima parte dell'amministrazione».

