Pattuglie in strada dopo l’assalto al Megalò

24 Giugno 2018

Controlli straordinari di carabinieri e polizia. L’Arma indaga sulla pista della criminalità dell’Est

CHIETI. Si segue la pista della criminalità che viene dall’Est. I carabinieri della Compagnia di Chieti al comando del maggiore Massimo Capobianco hanno riconosciuto il modus operandi della banda di otto persone che alle 2 e dieci minuti della notte tra giovedì e venerdì scorsi ha assaltato la gioielleria Sarni Oro all’interno del centro commerciale Megalò e la maniera in cui è stato portato a termine il furto ha fatto pensare a professionisti dell’Est Europa.
Nel frattempo è aumentato il controllo del territorio. Nella notte tra venerdì e sabato pattuglie dei carabinieri, ma anche della polizia, sono state sguinzagliate in corrispondenza degli snodi più importanti della viabilità della zona, a cominciare dagli ingresso in autostrada. La squadra Volante, comandata dal vice questore Antonello Fratamico, ha fermato 25 auto e 30 persone. Una cinquantina le auto fermate dai carabinieri inviati anche loro in servizio di controllo straordinario del territorio.
La banda che è penetrata all’interno del centro commerciale rompendo uno dei vetri che si trovano sopra all’ingresso Venere, non ha potuto portare a compimento il furto a causa dell’antifurto nebbiogeno che ha permesso ai ladri di restare nel negozio non più di 40 minuti, e a causa del tempestivo arrivo dei carabinieri, avvisati dalla vigilanza interna del centro commerciale. Hanno preso gioielli per circa 10mila euro, hanno cercato di rubare le borse del negozio PiQuadro, ma non sono riusciti a sfondare la vetrina, e poi sono dovuti necessariamente scappare a piedi dal centro commerciale. (a.i.)