Paura alle case popolari «Caldaie non a norma»

Il problema si trascina dal 2009, ora gli inquilini di via Tedesco si sfogano «Il Comune ha fatto installare altri impianti, ma nessuno vuole collaudarli»
ORTONA
-. Un caos che si trascina dal 2009 con vicende che hanno dell’incredibile. Ed oggi hanno deciso di renderle pubbliche. In una delle palazzine dell’Ater di via Tedesco, ad Ortona, c’è una situazione insostenibile riguardante una caldaia che ha creato grossi problemi a due famiglie che risiedono nello stabile. L’impianto termico centralizzato non è a norma e gli inquilini stanno vivendo un autentico incubo per questa storia. Per comprendere meglio di cosa si tratti, però, bisogna tornare a circa cinque anni fa quando, quattro famiglie delle sei totali residenti nell’edificio, hanno fatto domanda per installare delle caldaie singole. Una richiesta non accordata dall’Ater che ha invitato gli inquilini a rimanere allacciati all’impianto centralizzato a risparmio energetico da 55 Kw. Ma nonostante il no, le quattro famiglie sono andate avanti abusivamente nei loro intenti. E da quel momento, avendo un impianto autonomo, non hanno più pagato la loro quota delle normali bollette che puntualmente venivano fatte recapitare. Le due famiglie rimaste allacciate all’impianto centralizzato hanno cercato di far fronte al problema, ma il distacco di quei nuclei familiari dalla caldaia principe, come accertato anche da un tecnico, ha creato una dispersione, provocando un malfunzionamento dell’impianto e bollette sempre più salate. Morale della favola, la fornitura proveniente dal sistema centrale del gas è stata staccata per ben due volte, lasciando al gelo entrambe le famiglie che ne usufruivano. A nulla sono servite le minacce dell’Ater, che ha più volte intimato gli inquilini con impianto abusivo di riportarlo alle condizioni iniziali. Fino a quando si è scoperto qualcosa di clamoroso: quella caldaia centralizzata, secondo gli accertamenti rilevati in una perizia, non è a norma. Il Comune di Ortona ha diffidato l’Ater a sistemare il tutto, in quanto potrebbe essere pericoloso per l’incolumità dei residenti. L’ente responsabile delle case popolari, per far fronte alla situazione, ha installato a proprie spese due caldaie a entrambe le utenze che facevano ancora uso di quell’impianto. Ma attualmente manca il collaudo e tutta la conseguente sicurezza necessaria: «L’assistenza si è rifiutata di fare la prima accensione perché non si è voluta prendere la responsabilità di un altro sistema che non è a norma» commenta Barbara Ciminiera che ci ha accolti nella propria abitazione per raccontarci il disagio. «Qui vicino ci sono altre palazzine che hanno la stessa caldaia centralizzata come quella non a norma. Per tale motivo vogliamo allarmare quei residenti che potrebbero vivere la nostra stessa situazione di sicurezza precaria. Ci chiediamo come sia stato possibile tutto questo. Lo scarico dei fumi non è stato nemmeno posizionato sul tetto, per cui i fumi stessi ci entrano in casa. Ci sono delle denunce in corso, abbiamo subito danni morali ed economici».
Alfredo Sitti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

