Paura per 4 giovani coinvolti nel conflitto

7 Maggio 2018

I ragazzi restano miracolosamente illesi. Il sindaco: grati alle forze dell’ordine per il loro intervento

ARCHI. La prima luce dell’alba, ieri mattina, ha svelato quanto il buio aveva celato: bossoli di mitraglietta sull’asfalto, vetrina dell’ufficio postale in frantumi, fori di proiettili su un portone e un muro, segni di sgommata di un’auto. È quanto rimane del tentativo di furto all’ufficio postale di via Nazionale, vicino al ristorante Zappacosta, che ha portato all’arresto di cinque banditi. Durante la mattinata gruppetti di persone parlano di quanto accaduto. Qualcuno passa e osserva, qualcun altro racconta. Nella sparatoria tra carabinieri in borghese e malviventi sono stati coinvolti quattro giovani della zona che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Luana aveva da poco chiuso il bar Zappacosta, affianco all’Ubi Banca, e si stava trattenendo con il cugino Simone e altri due amici fuori dal locale. «Da dietro l’Ubi Banca», racconta Filippo, il proprietario del bar, «sono usciti fuori alcuni uomini armati, che poi si è saputo essere carabinieri in borghese. I ragazzi si sono spaventati, sono saliti sull’Alfa 156, auto di uno di loro, e sono andati in retromarcia dirigendosi verso l’ufficio postale dove stavano compiendo la rapina». Iniziano secondi drammatici: l’Alfa 156 con a bordo i giovani, che si trova tra due fuochi, è colpita da alcuni proiettili che prendono le ruote e la carrozzeria. Nessun proiettile colpisce i ragazzi che si considerano miracolati. C’è chi aveva inizialmente ritenuto quegli spari come una fastidiosa goliardia di ragazzi. «Mi sono affacciato e ho visto 5 o 7 persone correre e ho capito che non erano certo “botti”, sembrava la scena di un film», dice Antonio che abita proprio sul luogo della sparatoria. Il farmacista Francesco D’Aloiso abita sopra la sua farmacia: il portone d’ingresso e le mura della casa sono state colpite da almeno quattro proiettili. «Ho sentito prima degli spari, poi delle grida e quindi altri spari prolungati. Io ero in casa. Mi hanno detto che sono stati dei colpi di rimbalzo a colpire il portone e le mura. La paura è stata tanta», racconta. Sul posto si è recato anche il sindaco di Archi, Mario Troilo: «Esprimo la più immensa gratitudine ai carabinieri che hanno compiuto l’operazione a Piane d’Archi, riconoscimento va a tutte le forze dell’ordine che tutti i giorni, mettendo a repentaglio la propria vita, garantiscono la nostra sicurezza».
Matteo Del Nobile
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