Paura per un incendio nella riserva

Le fiamme, spinte dal vento, divorano un ettaro di dune. Non si esclude il dolo
VASTO. Paura ieri pomeriggio a causa di un incendio scoppiato poco dopo le 14 nella riserva naturale Marina di Vasto. Le fiamme, spinte dal vento, hanno divorato lunghe fette di vegetazione arrivando a lambire i fabbricati. Invasi dal fumo alberghi e case vacanza.
Il fuoco ha incenerito una porzione di vegetazione retrodunale che costeggia la pista ciclabile. Sul posto i vigili del fuoco, diverse squadre della protezione civile, i carabinieri e la Forestale. Ignote le cause del rogo, ma non è escluso il dolo. Il fronte dell’incendio si è esteso per circa 50 metri. Le lingue di fuoco alimentate dalla vegetazione hanno raggiunto anche il tetto di un fabbricato in ristrutturazione. Pronto l’intervento dei vigili del fuoco, con un elicottero arrivato da Pescara, che hanno soffocato il rogo evitando che si estendesse al resto dell’immobile. Pompieri e volontari per prima cosa hanno bloccato l’avanzare delle fiamme per evitare che potessero attraversare la pista ciclabile e raggiungere anche la statale Adriatica. Non è stato necessario evacuare la zona, ma la preoccupazione è stata tanta e molti hanno preferito allontanarsi in attesa che l'incendio venisse domato. I danni alla riserva sono importanti: un ettaro di dune sono andate in fumo nonostante l'intervento della protezione civile diretta da Eustachio Frangione e il supporto dei colleghi della protezione civile Arcobaleno di San Salvo che hanno fermato il fronte meridionale. «L’intervento», ha spiegato Frangione, «è stato fatto da ben quattro squadre dei nostri volontari, con oltre 14 operatori in supporto ai vigili del fuoco di Vasto. Grazie al lavoro di squadra è stato accelerato lo spegnimento delle fiamme, che altrimenti sarebbero arrivate oltre i confini regionali a causa del vento». Un altro incendio è divampato nel pomeriggio in contrada Bufalara: divorati 25 ettari di vegetazione. Il fumo ha invaso la Trignina. Paola Calvano
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

