Pavimento sul Corso Riparte il progetto dopo due anni di stop

L’opera con la “Presentosa” ha già fondi per oltre un milione ma era stata rinviata per riqualificare altre zone della città
LANCIANO. Torna a farsi strada nei piani dell’amministrazione Pupillo, alle prese con gli ultimi mesi di mandato, il progetto della nuova pavimentazione di Corso Trento e Trieste. L’opera, già finanziata con un mutuo di 1.316.000 euro della Cassa depositi e prestiti, era stata accantonata e rimandata al 2016 per far spazio alla riqualificazione di alcune strade cittadine, sia centrali che periferiche. Era stata perfino decisa e votata dalla giunta una delibera di devoluzione del mutuo per destinare 500mila euro di quei fondi ai lavori di manutenzione straordinaria di via De Crecchio e via Martiri VI ottobre.
Ma la nuova pavimentazione del Corso è tornata, proprio alla vigilia del consiglio comunale sul bilancio che si terrà a metà agosto, a comparire tra i primi interventi del piano triennale delle opere pubbliche. L’amministrazione ha rinunciato alla devoluzione del mutuo, complici anche alcuni problemi di carattere tecnico e amministrativo riguardo i fondi già disponibili e le loro modalità di utilizzo, e ha già previsto di contrarre un altro mutuo presso la Bper (Banca popolare dell’Emilia Romagna, ex Bls) da destinare esclusivamente al rifacimento delle strade martoriate dall’usura e dal maltempo. Si parla di una cifra di circa 700mila euro.
Il progetto del Corso, già esecutivo, e presentato dall’amministrazione assieme ai progettisti nel settembre del 2013, torna quindi a farsi largo, nonostante le diffidenze degli ultimi anni. Il nuovo Corso è voluto fortemente dall’assessore all’urbanistica Pasquale Sasso ed è stato salutato come un’opera “monumentale” che avrebbe fatto distinguere la città di Lanciano in Abruzzo e nel mondo. La particolare la pavimentazione, infatti, prevede l’utilizzo di mattonelle con un disegno esclusivo, brevettato proprio col nome di “Lanciano” e che ricordano la Presentosa, l’antico gioiello abruzzese a forma di fiore. La posa in opera dell’intervento era prevista nel 2013 e, dato che il progetto prevede un anno di realizzazione, ad oggi il Corso in bianco e nero, con una pavimentazione che sembra un ricamo di merletto, sarebbe già pronto e calpestabile. Il progetto è a cura degli architetti Mosè Ricci, dello studio di architetti associati RicciSpaini e Orazio Carpenzano, docente associato di Progettazione architettonica e urbana del Dipartimento di architettura e progetto dell’Università La Sapienza di Roma e prevede un unico spazio che collega le due estremità del corso: Villa delle Rose e piazza Plebiscito.
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