Paziente stroncato da un infarto

L’inchiesta con 21 medici indagati, eseguita l’autopsia sul 64enne
CHIETI. Le complicanze di un infarto estremamente esteso hanno causato la morte di Giuseppe D’Orazio, il paziente di 64 anni ricoverato prima all’ospedale Santissima Annunziata e poi nella casa di cura Villa Pini. È quanto emerso dall’autopsia eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Cristian D’Ovidio e disposta dal pm Marika Ponziani dopo l’inchiesta aperta per fare chiarezza sul decesso avvenuto lo scorso 23 dicembre nella clinica privata. Ben 21 medici di entrambe le strutture sanitarie, ovvero i professionisti che hanno seguito a vario titolo il paziente, sono indagati per omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto, in vista di un esame irripetibile, che ha consentito a tutti di nominare un proprio consulente. L’autopsia ha dunque permesso di indicare con precisione il motivo della morte. Ora il medico legale dovrà esaminare tutta la documentazione sanitaria per individuare o escludere eventuali responsabilità mediche. Una risposta definitiva arriverà entro 60 giorni.
D’Orazio, colpito da infarto, è arrivato all’ospedale di Chieti nella notte tra il 2 e il 3 novembre scorsi. Durante il ricovero al policlinico è stato in carico prima al reparto di cardiologia e unità di terapia intensiva cardiologica (Utic), poi a quello di anestesia e terapia intensiva cardiochirurgica. Il 28 novembre il trasferimento nel Centro di riabilitazione di Villa Pini. Le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate fino al decesso.
L’inchiesta è scattata dopo la denuncia dei familiari della vittima, difesi dall’avvocato Marco Famminella, che hanno parlato di presunte carenze legate alle cure: nel fascicolo sono parti offese la moglie Anna Maria e le figlie Federica e Barbara. I medici, difesi dagli avvocati Cristiano Sicari e Rocco Di Sipio, respingono invece ogni accusa. Le indagini sono state delegate ai carabinieri di Bucchianico, il paese dove viveva la vittima. (g.let.)

