Pd, anche a Lentella dicono no alla Amato

Lo statuto del partito chiude le porte alla deputata vastese Ma il suo gesto provocatorio fa riaprire dopo mesi il circolo in città
VASTO. Maria Amato non potrà iscriversi al circolo del Pd di Lentella. Lo stop alla richiesta-provocazione avanzata dalla deputata, a fronte dell'immobilismo che da mesi regna nella sezione vastese di piazza Del Popolo, arriva dalla segretaria dem del piccolo comune dell'entroterra, Giampiera Bardeglinu la quale, statuto alla mano, elenca le ragioni del diniego. «Sarebbe stato un onore averla come tesserata, ma non è possibile», spiega la coordinatrice del circolo di Lentella, «i motivi ostativi sono contenuti nello statuto del Partito democratico che vieta di fare la tessera a chi non è residente. Le stesse regole statutarie prevedono sì la possibilità di iscrizione ad altri circoli, ma devono essere vicini al luogo di residenza. Mi dispiace per quello che è successo perché stimo molto Maria», annota la segretaria. La deputata, dal canto suo, non sembra affatto stupita del diniego. Reduce da una battaglia notturna in Commissione per il testamento biologico, non vuole commentare l'uscita del tandem Zappalorto-Rapino, due dei tre commissari (l'altro è l'assessore regionale Paolucci) che dallo scorso mese di ottobre sono alla guida della sezione di piazza Del Popolo, cioè da quando l'ex segretario cittadino, Antonio Del Casale si è dimesso dalla carica per incompatibilità con quella di assessore. Da allora la sede è chiusa: non ci sono state più riunioni, né iniziative politiche ed è forte il malcontento che serpeggia tra gli attivisti e i militanti. Malcontento di cui si è fatta interprete e portavoce la Amato con la sua provocazione, suscitando le ire del gruppo dirigenziale. «Decidere di iscriversi ad un circolo diverso da quello di Vasto è scelta democratica che rispettiamo. Non condividiamo, però, la scelta di iscriversi ad un circolo solo per alzare l'asticella della polemica». Queste le dichiarazioni di Zappalorto e Rapino, su cui la Amato preferisce glissare per non alzare il livello dello scontro. «Quattro mesi di silenzio evidentemente non sono stati sufficienti, forse dovevo dimenticare l'uso della parola», chiosa la parlamentare, «in ogni caso ho ottenuto quello che volevo: da lunedì la sezione di Vasto sarà di nuovo aperta per il tesseramento».
Nei mesi scorsi era stato Del Casale - in procinto di dimettersi anche dalla carica di assessore dopo aver trovato lavoro al Nord - a invocare un partito aperto alla discussione. «Sono troppi i mesi in cui non riusciamo a riunirci», rifletteva a dicembre l'ex segretario, «il dibattito congressuale non è più rinviabile e solo un Pd forte, unito e con una visione di prospettiva può sorreggere l'azione di governo nel lungo periodo. Ci sono state divisioni e lacerazioni profonde, questo tema va affrontato e non può essere più procrastinato. Oggi Vasto ha bisogna di una riflessione seria, profonda, costruttiva e di prospettiva che ci porti ad un congresso in tempi certi restituendoci un luogo di discussione vero».

