Pd e M5S: «Ora il dg vada a casa»
Paolucci e Stella: «Liste d’attesa infinite e disagi». Tavani e Febbo lo difendono
CHIETI. La bocciatura dell’operato del direttore generale Asl Thomas Schael da parte dei sindaci del Comitato ristretto ha provocato reazioni nel mondo politico regionale. «La valutazione dei sindaci conferma il cortocircuito», dice il capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci, «tra le promesse di questo centrodestra e la realtà del governo della sanità sul territorio. Hanno promesso investimenti, personale, risorse e più reparti e hanno invece richiesto, con un ultimatum alle Asl, un piano di rientro per decine di milioni di euro, a conferma purtroppo che la totale assenza di programmazione da tre anni a questa parte ha avuto conseguenze su una gestione che non poteva che prevedere tagli. Per altro la valutazione del Comitato ristretto è stata preceduta da incontri sul territorio e quindi è largamente condivisa dai sindaci della provincia».
Interviene anche la consigliera regionale M5S Barbara Stella: «Il parere negativo lo condivido pienamente», dice, «basti pensare alle interminabili liste d’attesa, alle tante famiglie di bimbi autistici costretti a rivolgersi ai tribunali per farsi riconoscere i loro diritti negati, alla carenza di personale oramai divenuta cronica nei nostri ospedali. In più con la direzione Schael i servizi di medicina territoriale invece che essere ampliati sono stati addirittura ridotti, come a Chieti Scalo che ha visto sottrarsi il distretto sanitario, chiuso quasi due anni fa e mai più riaperto, con notevoli disagi per i cittadini. È ora che Schael vada a casa».
Il centrodestra arriva, invece, in soccorso di Schael con il capogruppo regionale di FI Mauro Febbo e il segretario provinciale FdI, Antonio Tavani. «Più che le valutazioni di un Comitato ristretto dei sindaci sembrano quelle di un organo ufficiale di partito, in particolare del Pd», dice Febbo, «visto che le contestazioni sono meramente politiche. Sono state riportate “pappagallescamente” le dichiarazioni dell'ex assessore Paolucci il quale aveva previsto il bilancio 2020 con un deficit di 200 milioni ma poi è stato sonoramente smentito dai dati ufficiali che vedono addirittura un leggero avanzo». Aggiunge Tavani: «Invece di occuparsi di rappresentare i bisogni dei territori in termini di domanda sanitaria, il Comitato si preoccupa di usare la sanità solo per attaccare politicamente la Regione. La valutazione finale sull'operato del direttore generale sarà data dal governo regionale e dal Collegio tecnico regionale esclusivamente sulla base del raggiungimento o meno degli obiettivi assegnati». (a.i.)
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