Pd: il candidato-sindaco scelto dalla città

La segretaria provinciale Zappalorto frena le velleità di qualcuno e annuncia le primarie-aperte
CHIETI. Prima progetti e idee concrete per rilanciare il capoluogo teatino e poi primarie aperte alla città per individuare il futuro candidato sindaco. Chiara Zappalorto, segretario provinciale del Pd, frena l’irruenza di qualche esponente di partito che ha già avanzato la sua candidatura a primo cittadino e traccia le prossime mosse del Partito democratico. Concentrato, e non potrebbe essere altrimenti visto la schiacciante vittoria ottenuta alle regionali con Luciano D’Alfonso, sulle elezioni comunali 2015. «Chieti merita un buon governo cittadino, merita risposte sul suo ruolo nell’Abruzzo del futuro e il Pd», afferma Zappalorto, «è pronto a lavorare in sinergia con D’Alfonso per creare un ventaglio di soluzioni soprattutto per quanto riguarda la parte alta della città».
Non basta. Il segretario provinciale del Pd sottolinea l’importanza di inserire la città in un contesto urbano più ampio capace di valorizzarne le indiscutibili vocazioni culturali e storiche. Si lavorerà, poi, sul ruolo dell’università chiamata a trainare il nuovo corso dell’antica Teate.
«Dobbiamo puntare in maniera decisa sull’università e sul ruolo di volano economico che può rivestire per l’intero territorio. É fondamentale», avverte Zappalorto, «passare dalla città delle incompiute e degli edifici vuoti ad una Chieti che sia punto di riferimento della cultura della nascente Macro Regione Adriatica». Buoni propositi che dovranno essere concretizzati con una forte attività politica che poggerà sulle spalle del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci. Chiamato a fare da collante con D’Alfonso.
«Paolucci», dice Zappalorto, «è stato il più votato della lista a Chieti e sicuramente si farà carico delle nostre istanze per dare le giuste risposte alla città».
Giustino Zulli, invece, replica ad Emiliano Vitale. Il consigliere di Forza Italia aveva invitato il Pd ad un bagno di umiltà.
«Quella del consigliere Vitale», sostiene Zulli, «è la tipica rabbiosa reazione di chi sa che il terreno sul quale il suo partito sembrava solido e inattaccabile quattro anni fa si sta dissolvendo come nebbia al sole». (j.o.)
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