Pd: «Sul futuro Denso vogliamo certezze»

21 Aprile 2024

SAN SALVO. Il futuro della Denso continua a destare grande preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, i rappresentanti sindacali...

SAN SALVO. Il futuro della Denso continua a destare grande preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, i rappresentanti sindacali restano perplessi. Il Pd fa proprie le preoccupazioni delle maestranze e attacca Comune e Regione insistendo su iniziative concrete.
«Si garantiscano i posti di lavori e si diano certezze sugli investimenti», afferma il Pd del Vastese. «Le dichiarazioni espresse dai sindacati Fim, Fiom, Fismic nazionali in merito alla vertenza Denso sono eloquenti e destano molta preoccupazione», insiste il Partito democratico. «Gli esuberi annunciati che ridurrebbero l’organico dagli attuali 834 a 635 lavoratori, e l'incertezza sugli investimenti verso una diversificazione delle produzioni, unite alla conferma solo verbale della volontà della casa madre giapponese di proseguire l’attività a San Salvo, evidenzia quanto l'esistente tavolo istituzionale Regione-Governo, non ha finora portato a risultati concreti e tangibili a difesa del lavoro e del futuro dell'azienda. Il Partito democratico esprime dunque la propria preoccupazione sulla vertenza Denso e allo stesso tempo non accetta le parole espresse dal sindaco di San Salvo, Emanuela De Nicolis che sembra essere distante dal problema e interessata solo a dare sostegno al neo assessore regionale al lavoro».
Il Pd spera quindi, così come auspicato anche dal presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, in un deciso e risolutivo cambio di passo. «Il momento che stiamo attraversando», ricorda il Pd, «dura da troppo tempo oramai, è delicato e difficile e la Regione in questi sei anni, non ha dato risposte concrete, così come la tanto e sempre decantata filiera Comune-Regione. Il tempo delle chiacchiere è finito, il tempo dell'attesa è terminato. Occorrono fatti concreti e la politica ha dei compiti: garantire i livelli occupazionali esistenti che, se dovessero ancora diminuire, causerebbero serie ripercussioni sul tessuto economico-sociale delle nostre realtà territoriali». (p.c.)
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