Pedibus e segnali per le scuole a Marcianese

24 Novembre 2022

Il Comune studia il piano per la sicurezza dei bimbi all’entrata e all’uscita: «Serve una nuova strada»

LANCIANO. La segnaletica a terra, un senso di marcia obbligatorio e il pedibus: sono le soluzioni che saranno analizzate dal Comune nei prossimi giorni per poter risolvere il problema del traffico davanti alle scuole di Marcianese, in attesa del raddoppio della strada. Nella contrada c’è da anni il problema di avere un’unica stretta strada per entrare e uscire dalle due scuole, la primaria e il nido, che accolgono in totale circa 250 alunni, oltre ai 50 insegnanti e collaboratori scolastici. Una strada sulla quale si creano non solo ingorghi ma soprattutto problemi di sicurezza. Nelle ore di entrata e uscita scaglionate, i bambini rischiano di essere investiti. E, proprio partendo dal pericolo scampato di un investimento di un alunno alcuni giorni fa, e dalla protesta di alcuni genitori, Mario Gaeta, il dirigente dell’istituto comprensivo Don Milani, di cui fa parte la scuola primaria di Marcianese, ha invitato genitori, docenti e collaboratori a non parcheggiare nel piazzale della scuola. Una proposta che ha sollevato anche delle proteste che hanno portato all’incontro in Comune di ieri mattina. Attorno ad un tavolo c’erano il dirigente Gaeta, la docente referente Michelina Luna, un rappresentante dei genitori, gli assessori Angelo Palmieri, istruzione, e Paolo Bomba, mobilità e traffico, e il comandante della polizia municipale Guglielmo Levante. «Fermo restando che deve esserci la collaborazione dei genitori nel guidare piano e non parcheggiare fin sulle scale», spiegano gli assessori, «come prima ipotesi c’è quella di disegnare la segnaletica a terra». «Bisogna tracciare un percorso da seguire all’interno del piazzale», continua Bomba, «si entra, non si parcheggia, si fa una breve sosta per far scendere i bambini e si prosegue verso l’uscita. Dobbiamo verificare se ci sono gli spazi adatti». L’ipotesi sostenuta dalla dirigenza scolastica è invece quella di istituire il “pedibus” che permette l’accompagnamento a piedi degli alunni da parte di alcuni volontari. «Ma è difficile da realizzare», rispondono Bomba e Palmieri, «perché non si può chiudere la strada all’altezza della protezione civile; è percorsa da tante auto dirette anche in Val di Sangro e non ci sono marciapiedi. Valuteremo però percorsi alternativi, come quello di una strada parallela all’ingresso della scuola dove far ritrovare gli alunni per poi andare a scuola attraversando strade private che i proprietari dovrebbero aprire». Sono diverse le soluzioni da verificare, per poi ritrovarsi il 6 dicembre per un nuovo incontro in cui tirare le somme, fermo restando che la priorità dell’amministrazione è realizzare una nuova strada. Un progetto diverso da quello dell'ex giunta Pupillo: non un anello, ma una via che sbuca sulla Variante. (t.d.r.)