Pedina la ex dopo le violenze, arrestato un teatino di 51 anni

7 Febbraio 2021

L’uomo, già a processo, viola otto volte il divieto di avvicinamento alla donna e finisce ai domiciliari I giudici: «Quadro indiziario gravissimo, sta cercando di inserirsi di nuovo nella vita della vittima»

CHIETI. Un’ossessione quotidiana, fatta di appostamenti a getto continuo. Almeno otto volte, nel giro di pochi giorni, aveva violato il divieto di avvicinamento ed era tornato a fare ombra ai movimenti e alla vita della vittima. Ma ora non potrà più uscire di casa: L.O., teatino di 51 anni, già sotto processo per violenza sessuale, atti persecutori e violenza privata nei confronti della ex, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena. Da due giorni l’uomo, di cui indichiamo solo le iniziali per tutelare la vittima, si trova ai domiciliari e non deve comunicare in nessun modo con persone diverse dai conviventi. A firmare l’ordinanza di aggravamento della misura cautelare è stato il tribunale teatino. «L’imputato sta cercando subdolamente di inserirsi nuovamente nella ordinarietà del sistema di vita della persona offesa», ha scritto nel provvedimento il presidente Guido Campli (consiglieri Giulia Colangeli e Chiara Di Gerio).
I PEDINAMENTI Il 51enne, infatti, in più occasioni si è presentato davanti alla scuola frequentata dalla figlia della ex, in modo tale da farsi vedere e intimorire sempre di più la donna. È arrivato a scoprire persino dove la vittima scendeva con l’autobus dopo che, a seguito delle denunce, lei era stata costretta a cambiare casa. Ecco perché i giudici, accogliendo la richiesta presentata dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, parlano di «quadro indiziario gravissimo», di fronte al quale è necessaria una misura cautelare più pesante considerando «la non modesta potenzialità criminale dell’imputato». Il processo già in corso è legato, invece, a una serie di vessazioni avvenute tra giugno e novembre del 2019.
LA RELAZIONE Le carte dell’inchiesta raccontano l’incubo. La storia sentimentale tra la donna e L.O. va avanti per un po’. Lei decide di non andare a vivere con il compagno, anche per evitare di imporre alla bambina la presenza di un uomo in casa. Ma l’imputato ha una copia delle chiavi dell’abitazione di lei: entra ed esce dall’appartamento a tutte le ore del giorno e della notte, fa sentire in modo pressante il suo controllo, comincia a mostrarsi aggressivo anche verso la minore. Non solo: in alcune occasioni si presenta ubriaco e, in altre, picchia la compagna per questioni di gelosia, scusandosi subito dopo e giurando che non alzerà mai più le mani. In estate, avviene uno degli episodi più gravi: la vittima è costretta a subire un rapporto sessuale completo. Prima di violentarla, bloccandola con forza sul letto, l’uomo l’aveva afferrata per i capelli obbligandola a bere alcolici. Dopo qualche settimana, la situazione peggiora ulteriormente. A inizio ottobre, lo stalker entra di nuovo nell’abitazione della donna: pretende di avere un rapporto sessuale e inizia a spingerla verso la camera da letto. Ma lei, terrorizzata, riesce a liberarsi e a scappare via. Quando torna a casa, si accorge che l’ex ha cosparso di colla la serratura con l’obiettivo di impedirle di chiudersi all’interno dell’appartamento.
LE AGGRESSIONI Il giorno successivo, la donna riferisce di essere stata presa a pugni sulle braccia. È esausta: ripete più volte a quell’uomo, diventato ormai sempre più violento, che non ha alcuna intenzione di riprendere la relazione. Lui, però, continua a ossessionarla: la tempesta di telefonate e messaggi, costringendola a cambiare più volte il numero di cellulare. E ancora: si fa trovare nei paraggi dell’abitazione della vittima, anche nel cuore della notte. A fine novembre, il 51enne segue la donna in un supermercato di Chieti Scalo: dice che vuole parlarle e la invita più volte a prendere un caffè in un bar a poca distanza.
I MESSAGGI Al rifiuto, la afferra da un braccio e le porta via lo zaino e la busta con la spesa appena fatta. A questo punto, parte la chiamata ai carabinieri: l’uomo viene portato in ufficio, identificato e indagato. Nonostante tutto, anche dall’interno della caserma, il 51enne continua a inviare messaggi alla ex compagna, che proprio in quegli istanti sta formalizzando la denuncia. Il resto è storia recente: L.O., secondo l’accusa, ignora a più riprese il divieto di avvicinamento al quale è sottoposto da dicembre del 2019. L’arresto, è la conclusione dei giudici, è l’unico modo per evitare «il rischio concreto di reiterazione delle condotte criminose». La donna è assistita dall’avvocato Manuela D’Arcangelo.
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