Pedinamenti e minacce, stalker condannato

16 Maggio 2024

Inflitti un anno e 4 mesi, il 49enne dovrà frequentare un corso di recupero per uomini maltrattanti

CHIETI. Un anno e quattro mesi di reclusione per i pedinamenti sul posto di lavoro e i bigliettini lasciati sul parabrezza dell’auto, per l’irruzione alla festa di compleanno e le telefonate a raffica. È la condanna inflitta dal giudice Andrea Di Berardino a un 49enne ortonese che perseguitava la ex compagna. La concessione della sospensione della pena è subordinata al pagamento del risarcimento di 5.000 euro alla vittima, assistita dall’avvocato Manuela D’Arcangelo, e alla frequentazione di un corso di recupero per uomini maltrattanti. La sentenza, dopo le indagini dei carabinieri della stazione di Chieti Principale, è arrivata con il rito abbreviato: significa che l’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Serafini, ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena. L’accusa è stata rappresentata in aula dal procuratore capo Giampiero Di Florio (il pm titolare del fascicolo è Lucia Anna Campo).
I fatti sono avvenuti a Torrevecchia Teatina. La vittima, anche lei di 49 anni, ha riferito di aver interrotto a ottobre 2023 la relazione sentimentale con l’imputato, durata cinque anni. L’uomo, tuttavia, non ha accettato la decisione della donna e ha iniziato a seguirla, facendosi trovare sotto a casa e sul luogo di lavoro di quest’ultima. L’ha pedinata in auto e, in due occasioni, le ha lasciato alcuni bigliettini sul parabrezza e sotto la porta dell’appartamento. Lo stalker, quando si è presentato davanti all’abitazione della ex, l’ha invitata a dargli un’altra possibilità per tornare insieme. Non solo: ha contattato la figlia di lei, nata da una precedente relazione, e le ha detto che non si sarebbe mai arreso e che avrebbe riconquistato la madre perché sarebbe cambiato. Non è finita qui: il quarantanovenne ha telefonato alla donna comunicandole che era sotto casa e non sarebbe andato via se non le avesse restituito tutti i regali che nel corso della loro storia le aveva fatto. Nel giorno del compleanno della figlia della ex, ha fatto irruzione alla festa, rifiutandosi di uscire dall’abitazione sebbene invitato dalla ragazza a farlo perché non gradito. Ne è nata una colluttazione, nel corso della quale lui ha strappato la catenina indossata dalla minore, fino a che lei non è riuscita a chiuderlo fuori. La sera della vigilia di Natale lo stalker si è nuovamente recato nei pressi dell’abitazione della donna, pretendendo con le urla di farsi aprire per parlarle e lamentandosi per le precedenti mancate risposte al telefono. Nella circostanza, la ragazzina, impaurita, ha telefonato ai carabinieri. E l’indomani l’imputato ha contattato nuovamente la donna, dicendole che la figlia era un demonio e minacciandola di ritorsioni («Ti faccio vedere io»).
Dopo la condanna di ieri, all’imputato è stata revocata la misura del divieto di avvicinamento all’ex compagna e alla figlia di lei. (g.let.)
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