Pellegrini: non si può aprire Chirurgia qui

Atessa. Ospedale San Camillo, il consigliere di LiberAtessa al M5S: «Manca la Terapia intensiva»
ATESSA. «Un atto di irresponsabilità o forse insensatezza»: così Enzo Pellegrini, consigliere comunale di LiberAtessa ed esponente della Lega, commenta la proposta del consigliere regionale del M5S, Francesco Taglieri, e del suo collega di partito Emilio Falcone, consigliere comunale ad Atessa, di aprire la Chirurgia al San Camillo piuttosto che destinare tale presidio ai pazienti Covid non gravi.
«Siamo nel caos più totale a livello nazionale, con le Regioni che, di ogni colore politico, tentano di arrangiarsi come meglio possono, in assenza di posti letto e forniture sanitarie salvavita. Mancano», prosegue Pellegrini, «addirittura i dispositivi di protezione individuali la cui competenza all’acquisto è della Protezione civile, la quale ad oggi ha trasferito alle Regioni solo mascherine prevalentemente del tipo chirurgico non adatte ai presidi sanitari a diretto contatto con i pazienti Covid 19; la Regione Abruzzo ha dovuto disporre un’anticipazione di cassa di 15 milioni per consentire alle competenze sanitarie e di protezione civile l’attivazione in emergenza di misure a salvaguardia dell’incolumità pubblica, atteso che le devoluzioni di somme da parte del governo destinabili allo scopo tardano ad arrivare».
Tornando a Taglieri e Falcone, Pellegrini sostiene: «nonostante tutto, i due esponenti del Movimento 5 Stelle, dopo avere ricorso anche alla farsa della denuncia per la mancanza dei dispositivi di protezione all’ospedale di Lanciano, ci vengono a spiegare che ad Atessa la Asl dovrebbe allestire la Chirurgia piuttosto che sperare di dare ricovero a 120 pazienti di Covid, peraltro non gravi? Ma lo sanno che gli interventi di chirurgia non si possono fare se non c’è la Terapia intensiva? È biasimevole il loro di non volere essere da meno alle speculazioni del sindaco Giulio Borrelli, addirittura con petizioni on line».
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