Pendolari Sevel, diffida alla ditta dei bus

14 Novembre 2020

Atessa. Ancora disagi per i lavoratori che viaggiano. I sindacati: manca il distanziamento sui mezzi

ATESSA. Proseguono i disagi per i lavoratori pendolari Sevel che sono costretti ad usare mezzi pubblici. Il problema riguarda alcune società che fanno salire a bordo degli autobus un numero maggiore di passeggeri rispetto al 50% consentito dalla legge anti Covid. Nei giorni scorsi era accaduto che un mezzo della tratta Chieti Scalo-Dragonara-stabilimento Sevel si fosse presentato alla fermata di Dragonara con più passeggeri del previsto. I lavoratori, dopo aver allertato le forze dell'ordine, si erano visti costretti ad usare un mezzo suppletivo, arrivando però con mezz’ora di ritardo al lavoro.
La segreteria Fim-Cisl ha quindi deciso di presentare una diffida verso la ditta Napoleone di Ortona. Il documento è stato inviato per conoscenza alla ditta, a Sevel, Regione Abruzzo, prefetto e al comando dei carabinieri di Chieti. «Denunciamo l’illegittimità riscontrata in più giornate», si legge nella diffida a firma del segretario Fim Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «in merito alle modalità di trasporto dei dipendenti Sevel della linea 29, con la presenza di persone a bordo superiore al 50% dei posti a sedere. Stante la pericolosità di quanto accaduto e la violazione delle norme vigenti, diffidiamo la società a reiterare tale comportamento». Anche la Uilm, per voce della rsa Sevel, Giancarlo Carlucci, denuncia il problema della mancanza di distanziamento da parte di alcune società del trasporto pubblico locale. «Alle rimostranze dei lavoratori pendolari», interviene Carlucci, «è stato risposto che nel 50% dei posti disponibili bisogna contare anche i posti in piedi. Una situazione che va assolutamente normata e regolarizzata, perché non è possibile considerare posti in piedi su percorrenze di lunga tratta, dove ci sono anche dei tratti autostradali e di strade a scorrimento veloce da percorrere. All’interno di Sevel facciamo il possibile per evitare il diffondersi dei contagi e poi bisogna viaggiare ammassati nei mezzi pubblici. Chiediamo alla Regione e agli organi preposti di sorvegliare e correggere tale incresciosa situazione». (d.d.l.)