Pene ridotte ai due fratelli: «Non fu sequestro di persona»
SAN SALVO. Riformata dalla Corte d’appello di Firenze la sentenza di condanna per Mario Minichilli e Piero Minichilli, fratelli di San Salvo, condannati in primo grado dal tribunale di Pisa a due...
SAN SALVO. Riformata dalla Corte d’appello di Firenze la sentenza di condanna per Mario Minichilli e Piero Minichilli, fratelli di San Salvo, condannati in primo grado dal tribunale di Pisa a due anni di reclusione per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La pena per Mario è stata ridotta a nove mesi. Sette mesi per Piero. Soddisfatto il difensore, l’avvocato Raffaele Giacomucci. «Entrambi i miei clienti hanno sempre sostenuto di avere agito forse in modo poco ortodosso per riavere indietro dei soldi che gli spettavano», ha dichiarato il legale. Una motivazione che ha convinto i giudici fiorentini.
I fratelli, insieme a una donna, per riavere una somma di denaro che era stata presa loro con l’inganno, non esitarono a costringere il debitore a salire nella loro auto. Un comportamento che configura il reato di sequestro di persona. Non contenti avevano portato il debitore in banca per ritirare i soldi e saldare il debito. Quest’ultimo ha denunciato i due abruzzesi. I due furono accusati di sequestro di persona e tentata estorsione. In primo grado l’avvocato Giacomucci riuscì a far derubricare il reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

