Pensionata trovata morta nel cimitero con la testa infilata in 3 buste di plastica

Il corpo di Giuliana Leccese, 75 anni, ex dipendente della Provincia, rinvenuto dal marito davanti alla tomba della figlia «Mia moglie mi aveva detto che doveva andare alle Poste». Disposta l’autopsia per confermare la pista del gesto estremo
CHIETI. Il marito l’ha trovata morta con la testa infilata in tre buste di plastica, all’interno del cimitero di Chieti, davanti alla cappella dove è sepolta la figlia Silvia, volata in cielo appena nata nel 1976. Il giallo sulla tragica fine di Giuliana Leccese, 75 anni, dipendente della Provincia in pensione, si è avviato verso la risoluzione ieri sera, dopo ore di indagini da parte dei carabinieri in cui nulla era stato escluso: tirando le somme, tutto lascia pensare che si sia trattato di un suicidio per asfissia. La conferma è attesa dall’autopsia che, probabilmente già domani, sarà affidata dal pubblico ministero Lucia Anna Campo al medico legale Cristian D’Ovidio. Sono in corso accertamenti per comprendere quale sofferenza abbia potuto spingere la donna a farla finita, anche perché non è stato sequestrato alcun biglietto riferibile a un gesto estremo, né i familiari raccontano di situazioni che possano averla turbata particolarmente.
L’ALLARME
Sono da poco passate le due del pomeriggio quando viene lanciato l’allarme. Sul posto si precipitano i carabinieri della compagnia di Chieti, coordinati dal capitano Renato Lanzolla, e quelli del reparto operativo del comando provinciale, diretti dal tenente colonnello Pietro D’Imperio. L’area in cui è stato trovato il cadavere, con la testa avvolta nelle buste, viene delimitata. Dietro ai nastri bianchi e rossi, ci sono i familiari di Giuliana, che piangono e si fanno forza a vicenda.
IL RACCONTO DEL MARITO
A ripercorrere le ultime ore di vita della donna è il marito Orazio Di Diodato, 78 anni, per tutti Umberto, ex dipendente comunale. «Mi trovavo sul Corso», dice, «ero andato a fare la spesa, quando Giuliana mi ha chiamato per chiedere le chiavi della macchina. Io sono tornato a casa, in via Picena, le ho dato le chiavi e lei verso le 11 è uscita. Era serena come sempre. Non mi capacito di quello che è successo. Mi ha detto che doveva andare alle Poste. A ora di pranzo le ho telefonato sette, otto volte, ma non rispondeva. Di solito entro mezzogiorno o poco più tardi torna a casa. Mi sono preoccupato e ho chiamato nostra figlia Federica prima delle 14. Sono uscito per cercarla e ho notato la nostra macchina, una Lancia Y, parcheggiata lungo la strada e con le portiere chiuse, vicino all’ingresso del cimitero. Giuliana di solito qui non viene spesso, perché ha dolore ai piedi e non può camminare molto». Umberto è entrato nel camposanto e, davanti alla cappella di famiglia, dove riposa la figlia Silvia, morta 48 anni fa ad appena 40 giorni dalla nascita, ha trovato la moglie senza vita. «Poi ho chiamato Federica e le ho detto quello che era successo», continua Umberto. «Le buste della spesa, di quelle bianche, di solito le teneva sotto il sedile della macchina, dopo che andava a fare la spesa al Centauro (il centro commerciale di via Masci, ndr)». Nel frattempo, gli investigatori passano al setaccio l’automobile, ma all’interno non c’è nulla di utile alle indagini.
L’IPOTESI SUICIDIO
L’ispezione cadaverica da parte del medico legale va avanti per un’ora e non emergono elementi che possano fare ipotizzare un omicidio. Appare dunque difficilmente percorribile anche l’ipotesi di una rapina finita male e perpetrata da qualcuno che, dopo aver visto la donna prelevare denaro (circostanza peraltro tutta da confermare), avrebbe potuto seguirla nel cimitero, per poi aggredirla. Inoltre la borsa è stata trovata accanto al corpo e, da una prima analisi, non sembra mancare nulla. È altrettanto logico che, in situazioni del genere, nessun dettaglio può essere tralasciato; ragion per cui i carabinieri stanno analizzando anche le immagini di videosorveglianza del cimitero, che però non coprono la zona in cui è stato ritrovato il corpo. Anche il sindaco Diego Ferrara raggiunge il cimitero. Sono le sette di sera quando il corpo di Giuliana viene portato via. Servirà l’autopsia per risolvere definitivamente il giallo.

