Pensioni truffa, 4 indagati

24 Ottobre 2014

La Finanza scopre i furbetti teatini e un danno di 71mila euro

CHIETI. Ottenevano la pensione sociale in Italia eppoi se ne andavano a vivere all’estero. Quattro persone di Chieti sono state denunciate per truffa ai danni dello Stato per un ammontare di assegni sociali indebitamenti percepiti di 71.444 euro. L’operazione della Guardia di Finanza di Chieti rientra in quella espletata dalle Fiamme gialle in tutto il territorio nazionale sulla base di una analisi fatta dal nucleo speciale della spesa pubblica e repressione frodi comunitarie di Roma.

I requisiti per avere diritto agli assegni sociali sono quelli di avere compiuto 65 anni della residenza nel territorio nazionale almeno 183 giorni o della dimora stabile nonché della redditività. Basta che manchi solo una delle condizioni previste che la pensione può essere sospesa o revocata. Al meccanismo truffaldino si è arrivati attraverso riscontri incrociati tra i dati dell’Inps quello del registro dell’anagrafe dei residenti all’estero (Aire) eppoi dai dati acquisiti dalle banche dati Tessera sanitaria e e nagrafe tributaria. Le verifiche hanno permesso di accertare che la tessera sanitaria non aveva un utilizzo costante, una situazione che mal si conciliava con l’età del titolare, nonché il rilascio del codice fiscale poco prima della richiesta del beneficio. I quattro hanno richiesto la pensione minima eppoi hanno aperto un conto corrente postale o libretto bancario., I controlli hanno permesso di accertare che solo su carta avevano i benefici richiesti dalla legge. Le quattro persone sono state denunciate alla magistratura e contro di loro attivata la procedura cautelare sui loro possedimenti cautelari. Poi l’Inps è stata delgata a provvedere alla sospensione della pensione sociale e al recupero di quanto avuto senza averne diritto.